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APERTURE SCUOLA IN SICUREZZA: sono in ritardo, il CTS pronte le deroghe

di AA. VV.

venerdì 14 agosto 2020, di cesppadova

COME IN UN BRUTTO FILM GIA’ VISTO

SCUOLA IN SICUREZZA: sono in ritardo, il CTS pronte le deroghe

Quando abbiamo battagliato contro le classi pollaio, applicando gli standard di sicurezza ministeriali allora e ancora vigenti, le nostre lotte, le nostre iniziative sono state bellamente bypassate, facendo appello alle deroghe per la ’storicità’ degli edifici, per l’utilitarismo di quella specifica scuola, per rispondere alle richieste dei genitori, per..., per...

I banchi monoposto non arriveranno, se non in poche scuole, prima di ottobre? Le nuove aule non sono pronte perché i lavori di edilizia leggera richiedono pur sempre qualche settimana? Le tensostrutture non sono state montate? Gli enti locali hanno avuto nuovi finanziamenti ma non sono riusciti ad attivarsi in tempo per affittare altri spazi?

Il Comitato tecnico scientifico con il verbale del 12 agosto toglie le castagne dal fuoco alla ministra Lucia Azzolina e annuncia che «nelle situazioni temporanee in cui fosse impossibile garantire il prescritto distanziamento fisico (cioè il famoso metro tra le rime buccali)», si può anche derogare purché si usi la mascherina chirurgica. Tradotto in pratica vuol dire che i presidi potranno usare i banchi doppi nelle aule e stipare gli studenti un po’ di più di quello che avevano previsto, allo scopo di far cominciare il nuovo anno scolastico il 14 settembre, senza ulteriori ritardi. Basterà dunque in questi casi la mascherina «strumento precauzionale cardine», insieme all’igiene delle mani, all’aerazione dei locali e alla pulizia degli ambienti.

E’ evidente, precisa il Cts che queste situazioni di mancato distanziamento andranno «corrette il prima possibile». Quanto sarà lungo questo «prima possibile» lo si capirà soltanto nelle prossime settimane. Per questo, poiché al ministero dell’Istruzione sanno che i locali aggiuntivi per quel milione e duecentomila studenti che non hanno posto secondo le nuove norme si faticano a trovare specie nelle grandi città, ha chiesto ai presidi di inviare entro lunedì prossimo le loro richieste per cercare di accelerare l’interlocuzione con gli enti locali.