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Nuovo Decreto PCM 4 marzo - Spunti sulla chiusura delle scuole fino al 15 marzo.

di AA.VV.

giovedì 5 marzo 2020, di cesppadova

Nuovo Decreto PCM 4 marzo - Spunti sulla chiusura delle scuole fino al 15 marzo.

di AA.VV

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Nel tardo pomeriggio di ieri è stato emanato il nuovo DECRETO della Presidenza del Consiglio dei Ministri [qui il link], dove, per quanto riguarda la scuola, si superano d’imperio i limiti precedenti [presenza nel PON, parere del CdD] riferibili all’introduzione, hic et nunc, dell’e-learning nelle scuole di ogni ordine e grado, consegnando la decisionalità al dirigente scolastico ... dove ci porterà tutto questo è azzardato anticiparlo. Certo è che l’autoritarismo presente nella riforma ’Cattiva Scuola’ qui è inverato nel nome dell’emergenza.

Parere legale al volo dell’avv. Marco Barone

Non volendo entrare nel merito se sia giusto o meno chiudere le scuole, ognuno ha le proprie legittime idee, pare evidente che la norma ora diventa imperativa. Prima si disponeva come facoltà, ora il dirigente attiva i corsi! E sparisce il sentito il collegio. Sicuramente perché era impossibile convocarlo e perché i più hanno contestato la modalità telematica e perché facto la mancata delibera rendeva illegittima quella modalit. Il collegio ha competenza chiara in ciò, vedi TU scuola. Si è in presenza di situazione mai vista, emergenziale, di difficile gestione su tutti i punti di vista. Si riconoscono al ds su questa materia pieni poteri previsti da un decreto governativo.

Parere del Comitato Scentifico così come riportato dall’ANSA

Al comitato tecnico scientifico nominato dalla Protezione civile, con esperti di ministero alla Salute, Istituto superiore di sanità e Consiglio superiore di sanità, l’idea della chiusura delle scuole non piaceva. Gli esperti sanitari, interpellati oggi dal governo riguardo appunto allo stop di dieci giorni delle lezioni dall’asilo all’università, hanno infatti fatto notare che c’è una limitata evidenza scientifica sull’efficacia di una misura del genere.
Non esistono al momento dati che indirizzino verso una capacità della chiusura di ridurre la circolazione del virus. Solo alcuni modelli predittivi indicano una moderata efficacia ma tra l’altro, è stato fatto notare nello stringato parere del comitato, la si otterrebbe esclusivamente con una chiusura assai più prolungata, addirittura di due mesi. Non è stata una bocciatura, perché il parere espresso formalmente non è negativo (e neanche positivo) ma è come se gli esperti, all’unanimità, avessero detto al governo: fate voi ma sappiate che secondo noi non è efficace agire in questo modo.

Parere di Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della Scuola

E’ una decisione sciagurata e delinquenziale. Dopo 15 gg di campagna terroristica, con le TV a reti unificate a trasmettere "Tutto il virus minuto per minuto" 24 ore su 24, sembrava che una qualche resipiscenza ci fosse e ci si sforzasse di attenuare l’effetto-panico indotto da una informazione sovraeccitata e famelica di audience. E invece succede il contrario, addirittura si chiudono le scuole per 10 giorni anche dove non c’è neanche un caso di contagio. Ma nel contempo ogni giorno centinaia di treni portano centinaia di migliaia di persone da Nord a Sud e viceversa, peraltro stipate a mille a mille, altro che un metro di distanza. I supermercati e i centri commerciali sono tutti aperti, e giornalmente vi passano cento volte, in media, le persone che circolano in una scuola e per giunta non "under 20" ma "over 50, 60 e 70" in buona misura. Attenzione: io sono per l’apertura dei centri e per la circolazione dei treni. Ma è insopportabile che vengano chiuse le scuole - ove peraltro c’è il settore di popolazione con il massimo di difese dal virus, quello che anche se si ammala, al 99% guarisce in tre o quattro giorni - perchè considerate superflue, così come i musei, le mostre, gli avvenimenti culturali. Ma la sciagurata delinquenzialità obnubila le menti dei decisori perchè questa chiusura avrà effetti ancor più disastrosi sull’economia, visto che, presa dopo 15 gg dall’inizio del panico-virus, convincerà anche i più scettici che la situazione stia precipitando e sia fuori controllo totale. E anche dove non ci sono focolai, milioni di persone eviteranno anche di uscire per andare al cinema, a teatro, nei ristoranti o in gita per l’Italia. E quei pochi turisti (35 milioni di cancellazioni in una settimana, il 93% delle prenotazioni a Roma svanite) che ancora volevano venire in Italia annulleranno pure essi le prenotazioni e saremo messi al bando anche nei pochi paesi (i quali peraltro non danno alcuna seria informazione sui "loro" malati e certo non ci fanno le dirette 24 ore su 24) che tenevano ancora le porte aperte agli italiani. E non si tratta solo del turismo (comunque il 14% dell’intero PIL nazionale). Crollano, e tanto più da domani crolleranno, decine di migliaia di piccole e medie attività di ristorazione, accoglienza, ospitalità, artigianato, commercio, produzione e diffusione alimentare. E persino piccole e medie aziende, che dovrebbero essere al riparo dall’uragano, tracollano perchè il Made in Italy ora fa paura persino nei settori più impensabili.