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MESTIERI DA MINISTRA

i soliti 80€ lordi per il rinnovo del contratto ....

sabato 4 gennaio 2020, di cesppadova

MESTIERI DA MINISTRA

stralcio dalla TdS

In finanziaria il Governo ha poco più di 800.000 mln, secondo i primi calcoli dei tecnici del Ministero dell’Istruzione, con le somme iscritte nella Manovra 2020 gli aumenti degli stipendi dei docenti, derivanti dal rinnovo del contratto della scuola i cui tavoli si apriranno nel prossimo anno, si fermeranno a circa 80 euro lordi.

Oltre a “garantire la nomina di almeno 48 mila nuovi docenti”, attraverso lo svolgimento dei concorsi pubblici e riservati, ricorda l’Ansa, la nuova titolare del Miur, dovrà curare il dossier “per l’assunzione di nuovi dirigenti tecnici (gli ispettori del Ministero, ridotti al momento a poche decine)”, oltre che “scegliere e nominare nove nuovi direttori generali all’interno del Ministero e quattro direttori negli uffici scolastici regionali”.

“Ci sono poi i grandi temi dell’edilizia scolastica, della formazione dei docenti, della dispersione”.

A questi punti, va aggiunta la nuova mobilità del personale, con i vincoli sempre più lunghi per i neo assunti e per chi ottiene trasferimenti.
Le assunzioni in ballo

Sul tavolo della stanza del ministro, Azzolina troverà anche la vertenza sull’ultimo concorso per dirigenti scolastici, per i quali a marzo si attende un verdetto importante da parte del tribunale: una problematica che riguarda da vicino la stessa ministra, chi ha partecipato al concorso risultando anche tra i vincitori.

C’è poi la pratica sempre più corposa riguardante le mancate immissioni in ruolo dei precari storici, sulla quale incombe la procedura d’infrazione dell’Unione Europea per via della mancata stabilizzazione di tutti i supplenti che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio su posto vacante: in questo ambito, è esemplare la mancata stabilizzazione dei docenti di sostegno, per i quali ogni anno si realizzano oltre 60.000 contratti a tempo determinato. A questo proposito, dovrebbero comunque partire I corsi di specializzazione con oltre 20.000 posti a disposizione. Anche la querelle giudiziaria dei maestri con diploma magistrale, per i quali è stata confermata solo una supplenza in corso, potrebbe creare più di qualche assillo alla nuova ministra.
Le nuove selezioni

A questo proposito, un’altra tematica da affrontare è quella del nuovo reclutamento, visto che la normativa attuale ha prodotto un numero inaudito di supplenze, con il paradosso che il personale abilitato il vincitore di concorso non riesce ad entrare in ruolo.

Anche la gestione delle graduatorie dei supplenti va sicuramente rivista: quest’anno, infatti, abbiamo assistito alle assegnazioni di un numero esagerato di supplenze tramite Mad ed in certi casi anche attraverso l’utilizzo di canali nonna previsti, come gli appelli tramite social.
I temi “cari” alla ministra

Su questo versante, va detto che il nuovo responsabile del Miur si è fatto promotore del nuovo utilizzo delle graduatorie di istituto, le quali dal prossimo anno verranno allargate a livello territoriale per essere utili anche ai fini delle supplenze annuali.

Un altro tema su cui l’on. Azzolina si è impegnata in prima persona, presentando anche un disegno di legge, è quello delle classi pollaio: si tratta di oltre 20.000 classi con più di 30 alunni, alcuni dei quali anche portatori di disabilità.

Per sdoppiarle serve però un finanziamento consistente: è un obiettivo importantissimo, che va ad incidere sull’apprendimento, sulla qualità della didattica, sulla richiesta delle famiglie.

I soldi pubblici previsti dalla Legge di Bilancio 2020 appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale non riescono tuttavia nemmeno a coprire gli attesi aumenti stipendiali a tre cifre: una partita, quella dei compensi, che appare un vero crocevia. Quello che potrebbe indirizzare, in un senso o nell’altro, gli esiti delle tante, troppe, questioni aperte.