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Ciao ciao, Fioramonti - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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discussione

Ciao ciao, Fioramonti

di Giuseppe Calicetti

sabato 28 dicembre 2019, di cesppadova

Ciao ciao, Fioramonti, che, aldilà dei ventilati giochi di Palazzo, ha avuto la coerenza di dimettersi da Ministro, dopo averlo abitato da viceministro col Bussetti. Non poteva durare: aveva azzardato che boicottare Israele è cosa buona e giusta, che l’autonomia differenziata meglio mandarla in soffitta, che i crocefissi debbono stare in sacrestia e non nelle aule, che scioperare per il clima è da considerare una ’giustificazione’ per le assenze del venerdì [F.F.F.], che le tasse di scopo potevano essere usate utilmente anche per la scuola oltre che essere educative [le merendine, le bibite zuccherate], che 3 MLD per scuola, università e ricerca erano il minimo necessrio per rimanere a galla in Europa e nel Mondo.
Hanno preferito destinare 5 MLD per il restauro delle facciate delle abitazioni ... riconosciamogli di averci provato con dignità e di non essere un quaquaraquà.
G.Z.

Per la scuola poche e deludenti novità

di Giuseppe Calicetti da ilmanifesto.it

Legge di bilancio. La manovra ha partorito il topolino: pochissime risorse e, soprattutto, nessuna traccia di quell’aumento di stipendio a tre cifre di cui si è parlato per otto mesi

"O tre miliardi alla Scuola o me ne vado", ha ripetuto per mesi il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. E adesso se ne è andato. A Bilancio 2020 appena approvato. Tiriamo le somme. E c’è poco da stare allegri. Di aumento di stipendi se ne è parlato tanto, per esempio. Ma una cosa sono i fatti, un’altra le parole. E per il comparto scuola ci sono poche e deludenti novità: pochissime risorse e, soprattutto, nessuna traccia di quell’aumento di stipendio a tre cifre di cui si è parlato per otto mesi. L’aumento si ferma a circa 80 euro, più o meno la cifra dell’ultimo rinnovo.

Il tavolo istituito presso la Presidenza del Consiglio sarà la sede per segnalare le risorse necessarie per il rinnovo del contratto, prestando attenzione a tutte quelle disponibili. Quali? Probabilmente quelle della Carta docente, il bonus da 500 euro che annualmente viene erogato per la formazione e l’aggiornamento dei docenti di ruolo delle scuole statali. L’idea piace ad alcuni sindacati, non ai docenti. È invece già deciso nella Legge di Bilancio che il bonus merito entrerà a far parte del Fondo di istituto e sarà la contrattazione a stabilire come utilizzarlo. Insomma, la montagna ha partorito il classico topolino.

E il ministro dell’Istruzione Fioramonti? Già nei giorni scorsi le dimissioni sembravano certe subito dopo l’approvazione della legge di Bilancio: l’intervento nella conciliazione con i sindacati in mobilitazione e l’appello del M5S non hanno fatto cambiare idea al ministro, che a Natale diffonde un post atteso da tempo: «Con la formalizzazione a breve dell’incarico del nuovo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Stefano Straniti, si potrà finalmente trovare una soluzione completa e condivisa per la vicenda della professoressa Rosa Maria Dell’Aria». E aggiunge: «Il mio personale auspicio è che al più presto si possa mettere la parola fine a questo caso molto spiacevole. La scuola deve essere un luogo di incontro e di crescita nel confronto dialettico e culturale. Sempre». È l’auspicio di tutti i docenti italiani. Se Fioramonti si fosse dimesso quando il Pd e Confindustria gli imposero l’alternanza scuola/lavoro e le prove Invalsi, sarebbe stato un eroe. E ora? Chi sarà il nuovo ministro dell’Istruzione? L’unico nome circolato nelle scorse settimane è quello di Nicola Morra, presidente Antimafia.