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sabato 2 febbraio 2019, di cesppadova

discussione

QUOTA 100, facciamo bene i conti.

di Umberto Franchi


Pensioni, il bluff di Salvini

di Umberto Franchi lettera da ilmanifesto.it

Salvini su La 7 ha detto: se uno va in pensione con quota 100 non ci sarà nessuna penalizzazione, però se va in pensione a 62 anni anzichè 67 è ovvio che non perderà i 5 anni di contributi e la pensione diminuirà rispetto a se andava in pensione a 67 anni. Ora apparentemente sembrerebbe un discorso logico e giusto in realtà è un bluff per questi motivi:

a) prima della riforma Fornero, con 40 anni di contributi e 60 anni di età (quota 100) il lavoratore poteva andare in pensione percependo l’80% del salario lordo media ultimi 10 anni con il sistema retributivo (circa il 100% del netto) come quando lavorava;

b) se un lavoratore andava in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi, avrebbe percepito il 76% della pensione lorda, circa il 94% del netto;

c) con la riforma Fornero, non solo è stata allungata l’età, ma per prendere l’80% del lordo (100% della pensione netta) non basta andare in pensione con 40 anni di contributi... e per prendere il 76% della pensione lorda (94% della pensione netta) non basta andare in pensione con 38 anni di contributi e 62 anni di età; servono 67 anni di età altrimenti si prende meno (affermazione di Salvini);

Ora Salvini in campagna elettorale aveva detto che bisognava smontare la riforma Fornero, che in realtà resta inalterata, con la sola possibilità di andare in pensione prima ma con una decurtazione sostanziale di circa il 5% di ogni anno (sistema Fornero contributivo). Non rispetto ai 67 anni come ha detto Salvini a La7, (dimostrando di non conoscere nemneno la legge quota 100 che ha voluto) ma rispetto ai 43 anni e tre mesi

di contributi necessari, come stabilito dalla Fornero, per prendere l’80% del salario lordo (100% netto sistema retributivo). Penso quindi che difficilmente andranno in pensione con quota 100 un milione di persone come sostiene Salvini, al massimo saranno centomila, perchè quando i lavoratori si accorgeranno del grosso taglio sulla propria pensione, capiranno che è un bluff e non ci andranno e saranno più "incazzati" di ora!

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