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INVALSI

RISCOPRIAMO LA PEDAGOGIA DEL ’900

di Giuseppe Caliceti - dal manifesto del 22/05/2011

martedì 24 maggio 2011

RISCOPRIAMO LA PEDAGOGIA DEL ’900

di Giuseppe Caliceti —> dal manifesto

Avevamo la quinta scuola primaria del mondo e la prima in Europa. Dopo tre anni di Gelmini siamo piombati al tredicesimo posto in Europa. E poi Gelmini parla di merito. Quale? Tutte bugie. Chi parlava di una scuola rivolta al futuro, ci regala oggi una scuola del passato. Rinunciamo a una scuola di qualità per inseguire una modernità anglosassone già sorpassata: quella della scuola dei test. Riducendo tutto ciò che è l’apprendimento - di cui i sentimenti e il rapporto docente-discente resta il perno centrale, anche rispetto all’apprendimento - a una questione di crocette e di risposte chiuse. Dopo che per anni, come docenti, tutti i pedagogisti ci hanno detto che a scuola dovevamo diffidare delle risposte chiuse e incoraggiare gli studenti alle risposte divergenti. Valutazioni oggettive? Sciocchezze. Ricordiamo tutti come si comportò nel 2009 l’Invalsi, trovandosi di fronte a risultati degli studenti del sud Italia che supervano quelli del nord, differenti dai dati Ocse-Pisa. Disse che i docenti del Sud avevano aiutato nelle prove i loro studenti. Di fronte a una affermazione così grave, un ente serio non avrebbe dovuto far ripetere la prova? Non accade. E si applicano arbitrariamente due criteri correttivi che riportano gli studenti del sud Italia a essere più asini di quelli del Nord. Una scuola in cui gli studenti vengono valutati non con esami o altri sistemi, ma solo con test, rischia di diventare la scuola dei test, la scuola della pedagogia e della didattica dei test. Rischia di essere ridotta a un solo grande test. Negli Stati Uniti tutto questo è già accaduto. E si sta correndo ai ripari. Qui in Italia, invece, il governo vuole che la scuola italiana si metta a rincorrere ciò che altrove è già fallito. Dimenticandosi che non abbiamo bisogno di nessun modello anglosassone. Dimenticandosi che la pedagogia italiana popolare del ’900 è stata una delle prime del mondo con don Milani e Lori Malaguzzi, con Rodari e Mario Lodi.
I test non misurano le opinioni, non possono. I test non misurano la capacità critica. I test spesso sono intrisi di errori e fraintendimenti. Rifondare l’istruzione ripiegando sulla linea tecnocratica da test? Una idiozia passatista spacciata per modernità. Ma il primo a parlare di autonomia scuolastica - ora Gelmini la chiama privatizzazione - fu un ministro dell’Istruzione di centrosinistra: Luigi Berlinguer. E sempre lui fu il primo a parlare di modello anglosassone della scuola. Allora? Allora, anche nel centrosinistra si riscopra quella pedagogia popolare del ’900 italiano che mette la scuola al centro della società e trasforma il quartiere e la città in quartieri e città educative. E non una scuola che insegue il mercato ed è succube del potere di turno.