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giovedì 12 luglio 2018, di cesppadova

convegno CESP

IL CESP AL FESTIVAL DEI "2 MONDI" DI SPOLETO

di Anna Grazia Stammati


CESP- CENTRO STUDI SCUOLA PUBBLICA

COMUNICATO

ARTE- ISTRUZIONE-CULTURA

NELLA TERZA EDIZIONE

della GIORNATA NAZIONALE DEL MONDO CHE NON C’E’

(Casa di Reclusione di Maiano-Spoleto, 6-7-8 luglio 2018)

SI CONFERMA LA CENTRALITA’ DEI PERCORSI

DEL CESP/RETE DELLE SCUOLE RISTRETTE NELL’ESECUZIONE PENALE

Le presenze del Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, del Direttore del prestigioso FESTIVAL DEI DUE MONDI, Giorgio Ferrara, dell’Onorevole Gianni Letta, dell’Onorevole Walter Verini, del Prefetto di Perugia, dottor Raffaele Cannizzaro, del Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria dell’Umbria,dottor Antonio Fullone, alla Terza edizione della Giornata Nazionale del Mondo che non c’è, sono state la conferma della centralità, qualità e spazio che hanno assunto i percorsi messi in campo dal CESP-Rete delle scuole ristrette, all’interno delle istituzioni penitenziarie.

La tre giorni organizzata dal CESP-rete delle scuole ristrette, è iniziata con la prima dello spettacolo Victims nessuno torna ad Itaca “Si non se noverit”, per la Regia di Giorgio Flamini di e con i detenuti attori, cantanti, danzatori, drammaturghi, scenografi, costumisti della compagnia #SIneNOmine, svoltosi presso la Casa di reclusione di Maiano-Spoleto, il 6 luglio. Uno spettacolo scelto come apertura e prima giornata del seminario organizzato dal CESP, per la valenza altamente simbolica e rappresentativa del percorso che i docenti appartenenti alla rete delle scuole ristrette, stanno compiendo. Trasportati in un viaggio di conoscenza/autoconoscenza, gli spettatori hanno attraversato insieme ai detenuti di Maiano disposti ai lati del percorso, le tappe di un tragitto reso possibile solo da un consapevole atto conoscitivo. E’ al giovane Narciso che il mitico Tiresia profetizza il “si non se noverit”, e lui, specchiatosi nella fonte, conosce se stesso e muore, ma la morte è, simbolicamente, rinascita, e i detenuti, hanno rappresentato il loro lungo e complesso processo auto-conoscitivo, attraverso la tessitura di testi drammaturgici da loro stessi costruiti. La potente macchina scenica realizzata da Flamini, ha portato il pubblico ad interrogarsi e riflettere (in un proficuo scambio tra il “dentro” e il “fuori”) sulla pena, sui carnefici, sulle vittime e sulla fonte della loro condizione, ripercorrendo i motivi e gli sviluppi delle proprie devianze, in un processo di rinascita e trasformazione dell’essere.

I docenti e i dirigenti della rete hanno poi proseguito i lavori seminariali, ritrovandosi il 7 e l’8 luglio, in due intense giornate di lavoro e confronto, nelle quali è stato fatto il bilancio delle attività realizzate e sono state definite le linee di intervento per il prossimo anno scolastico. Nella mattinata del 7 luglio, presso la sede del Liceo artistico di Spoleto, l’ex convento Domenicano, alla presenza della dottoressa Silvia Marchetti, dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Firenze (competente per la Toscana e l’Umbria) e del Garante Regionale del Lazio e dell’Umbria, Stefano Anastasia (recentemente nominato anche coordinatore dei Garanti territoriali), sono stati presi in esame i video realizzati dalle scuole aderenti al progetto sull’AUDIO (VIDEO) LIBRO del Pentamerone di Giambattista Basile, Lo cunto dei ristretti. I detenuti appartenenti ai circuiti penitenziari di Alessandria, Novara, Saluzzo, Genova-Marassi, Prato, Volterra, Maiano-Spoleto, Roma-Rebibbia-NC, Napoli-Secondigliano, Paola, hanno fatto arrivare i propri lavori tramite i docenti e i Direttori artistici impegnati nel lavoro: Antonello Antonante (Direttore artistico del Teatro dell’Acquario di Cosenza- con collaborazioni di regia e scrittura a livello internazionale, che ha già collaborato, come Docente esperto esterno di laboratorio teatrale presso il carcere di Paola), Giorgio Flamini ( Regista Direttore artistico compagnia SineNOmine, Casa di reclusione Maiano-Spoleto), Francesca Gatto (Biblioteca Vallicelliana), Vito Minoia (Presidente Coordinamento Nazionale Teatro e Carcere- Esperto di Teatro presso l’ Università, Carlo Bo di Urbino), Lello Serao (Direttore del Teatro Area Nord di Scampia, regista, attore, promotore di numerose associazioni, iniziative, spettacoli). Al termine della mattinata, la giovane e promettente attrice Miriam Lopo, ha interpretato in maniera suggestiva e brillante i due Atti “Il fratello di Grannonia”, contributo di uno studente “ristretto” della Casa di reclusione di Alessandria, scritto sulla base della lettura del racconto di Basile, “La serpe”. Nel pomeriggio si è poi svolto il Laboratorio Biblioteche in Movimento: Laboratori Formativi interattivi- Il racconto Bibliografico, condotto dalla dottoressa Luisa Marquardt (cattedra di Bibliografia e Biblioteconomia Università Roma TRE), in collaborazione con Anna Grazia Stammati e Marco Cocciatelli. La Biblioteca costituisce, infatti, insieme al teatro, l’altro fondamentale perno su cui si fonda l’intervento nelle carceri del CESP-Rete delle scuole ristrette che, grazie alla collaborazione con la dottoressa Marquardt, ha permesso di rappresentare l’importanza della biblioteca in carcere quale luogo della relazione e fonte di un apprendimento interattivo, in cui le conoscenze acquisite, una volta compiuto il proprio percorso, diventano abilità spendibili all’esterno. Il laboratorio è stato ospitato presso il palazzo Mauri, dimora gentilizia costruita dalla famiglia Mauri a metà seicento, oggi sede della Biblioteca Comunale “ Giosuè Carducci”, nella quale la direttrice, dottoressa Carla Cesarini, ha personalmente accompagnato i partecipanti in una visita guidata negli ambienti del palazzo, completamente rinnovati e restaurati nel 2009, con le belle decorazioni delle sale di rappresentanza che si attribuiscono ai pittori Alessandro Bottoni (XVII sec.), Giuseppe Valeriani e Domenico Sergardi (XVIII sec.), noti e attivi in ambito locale. Nel laboratorio gli insegnanti, dopo un’introduzione della docente, che ha fornito gli elementi essenziali per costruire il “racconto bibliografico”, sono stati divisi in gruppi di lavoro e sono stati invitati a produrre dei brevi racconti bibliografici, a partire da filmati appositamente scelti e proiettati da Marco Coccialtelli, il giovane dottore in Scienze dell’educazione, che ha partecipato al Corso di Biblioteconomia e Bibliografia svoltosi a Rebibbia per il secondo anno consecutivo. L’esperienza, in un’ottica di concreta applicazione di tale modello, ha dimostrato come il “racconto bibliografico” sia un vero e proprio strumento didattico, un incontro, come dice la docente “che si alimenta di più contributi e un percorso bibliografico (più o meno articolato) che diventa un racconto, passando attraverso letture e documenti diversi e di formati differenti ( libri, ebook, quadri, immagini, sculture, foto, musica,ecc.). Durante il laboratorio è stato anche presentato e illustrato da Marco Cocciatelli, nella sua concreta applicazione, il progetto Bibliocommunty project: Una community per la rete, progetto conclusivo del Corso di Biblioteconomia e Bibliografia, che diventerà il sito di comunicazione della rete delle scuole ristrette.

Nella terza giornata, presso la Casa di reclusione di Maiano-Spoleto, si è svolto il Laboratorio didattico: Teatro di Ensemble e azione teatrale-Laboratorio di teatro fisico di Diego Pileggi e Dawid Ilczyszyn (Fundacja Jubilo-Grotowski institute,Wroclaw-Polonia), che ha dato vita ad laboratorio teatrale fondato sull’idea e sulla pratica di un teatro di movimento, in cui vengono privilegiati l’uso del gesto, il movimento e l’azione. Il Laboratorio, nel quale Diego Pileggi è stato affiancato da un suo allievo, ex detenuto polacco, divenuto poi suo collaboratore (dimostrazione concreta di come il recupero dei ristretti ad una vita socialmente attiva e positiva, sia possibile, oltre che semplicemente auspicabile), ha riscosso grande successo sia tra i detenuti che tra i docenti e i direttori artistici che vi hanno partecipato. Proprio per questo il CESP-Rete delle scuole ristrette, che ha stabilito una proficua collaborazione con la Fundacja Jubilo, ha deciso di trovare le risorse necessarie per realizzare una serie di interventi nelle istituzioni penitenziarie in cui è presente. Durante la giornata la rete delle scuole ristrette ha anche assunto, dopo la presentazione dei progetti a sostegno dell’attività didattica in carcere, il piano progettuale da attivare nel prossimo anno scolastico: il Progetto editoriale 2018: CESP-Teatro delle diversità; l’Audio (video) libro sul Pentamerone: Lo cunto dei ristretti, progetto biennale; il Corso di Biblioteconomia e Bibliografia; Bibliocommunty project: Una community per la rete; Adotta uno scrittore: Il Salone di Torino è con noi!; lanostracostituzione.it: il passato si fa futuro. Le due docenti referenti per il progetto Adotta uno scrittore, Rossella Scotta della Casa di reclusione di Saluzzo e Silvia Grivet, della Casa Circondariale “ Lorusso-Cutugno” di Torino, hanno illustrato il progetto Adotta uno scrittore, il più antico del Salone del libro di Torino, che è stato accolto con grande entusiasmo dai docenti.

Si è conclusa, così, la terza edizione della Giornata Nazionale del Mondo che non c’è, che vuole essere la rappresentazione concreta dell’applicazione di un modello di intervento della scuola in carcere, fondato dal CESP e dalla rete delle scuole ristrette.

A termine della tre giorni i docenti e i dirigenti presenti hanno programmato il prossimo appuntamento e, grazie alla disponibilità della dirigente del CPIA 1 di Cosenza, si ritroveranno a metà ottobre presso la Casa circondariale di Paola.

Anna Grazia Stammati

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