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lunedì 18 giugno 2018, di cesppadova

discussione

INSEGNANTI VIOLENTATI NELLA SCUOLA. Una lettera.

di Giulietta Poli


INSEGNANTI VIOLENTATI NELLA SCUOLA. Una lettera.

di Giulietta Poli

Al Mattino di Padova (con preghiera di pubblicazione) E p.c. CESP Padova

Ho appreso comunque con sgomento (ma non con stupefazione considerati i numerosi pregressi) le notizie sulle ennesime e continue aggressioni, verbali e fisiche, ai danni di Insegnanti. I “politici” di prima e seconda ora si stracciano le vesti… esprimendo solidarietà e condanna. Ma non si chiedono per quale imperscrutabile motivo i Docenti della SCUOLA PUBBLICA siano così vessati e misconosciuti.

Lo Stato del quale siamo da anni fedeli servitori ci ha “ricompensato” per l’assenza decennale contrattuale con un obolo irrisorio e vergognoso! Il carico di lavoro è abnorme. La Scuola Pubblica, alla faccia della Buona Scuola, continua a versare in condizioni pietose! Le nostre scuole si sono, di fatto, trasformate in un’anticamera dei Servizi Sociali se non della Caritas!

Senza che i nostri sforzi di Docenti, spesso ultra cinquantenni ed ultra sessantenni, esborsati sempre e comunque in favore degli alunni in carico e dei Diritti Umani, vengano riconosciuti. E giustamente retribuiti! So perfettamente cosa significa subire mobbing e critiche inconsistenti da parte di genitori insulsi, prepotenti e, mi si perdoni, incompetenti!

Anche a seguito di ciò ho ricevuto invalidità pari al 60% a seguito di patologia da stress lavorativo… che a nulla mi è tornata “utile”. Nel corso degli anni sono finita, più volte, al Pronto Soccorso a seguito di “aggressioni” ad opera di alunni inconsapevoli in quanto in stato di “disagio”. Non per questo mi piangerò addosso; sono stata e continuerò ad essere una partigiana della Scuola Pubblica.

“Un massacrante percorso, oramai più che ventennale, ha distrutto e umiliato una professione nobile e decisiva, riducendo i docenti a “servi della gleba”, intellettuali a disposizione passiva di una scuola-miseria (in 30 anni i finanziamenti si sono ridotti, sulla spesa statale complessiva, del 32%) impegnata a far contenta la “clientela”. E’ così sorprendente che quest’ultima si faccia sempre più arrogante e aggressiva, pretendendo dalla “servitù” scolastica un servizio ad personam?” Concordo al 100% con queste riflessioni del portavoce nazionale Cobas scuola! Ẻ un vero processo di eutanasia ! Ai miei tempi, non poi così lontani nel tempo e nella storia, se avevo l’ardire di presentarmi a casa con un brutto voto od un richiamo lo scappellotto era assicurato. Non c’era il motivo (e neppure l’azzardo!) di mettere in discussione l’operato di un Insegnante. E la mattina successiva mio padre si presentava a scuola, costernato, con un mazzo di fiori come scuse alla Maestra. E lo scrivo con la M maiuscola!

Ẻ pur vero che l’alunno, minore e/o in situazione di difficoltà, risulta, e noi Educatori ben lo sappiamo, “incolpevole” ma la stessa cosa non è credibile per la famiglia di origine e, men che meno, per la Scuola in quanto Istituzione Pubblica. Se il Docente, nel pieno delle sue funzioni di Educatore e di Pubblico Ufficiale, continuerà a subire il pubblico ludibrio, vituperi , linciaggi mediatici ed il misconoscimento del proprio ruolo formativo ed educativo la nostra Società Civile avrà vita breve. D’altro canto, per scongiurare dubbie interpretazioni di queste esternazioni, noi tutti Insegnanti siamo perfettamente consapevoli che i bambini ed i ragazzi vengono prima di tutto!

Come diceva un Grande della Storia, Nelson Mandela: “C’è solo un modo per svelare l’anima di chi governa una comunità: osservare come tratta i bambini e gli insegnanti”

Per l’appunto!

Giulietta Poli – Maestra di Scuola Primaria – Padova

18/6/2018

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