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martedì 19 giugno 2018, di cesppadova

Diritti a scuola

Licenziata la prof.ssa Lavinia Cassaro: colpevole di aver inveito contro la polizia.

da TdS


Disse “dovete morire” ai poliziotti. Docente licenziata

dalla TdS del 13/06/2018

La docente che ha urlato ai poliziotti “dovete morire” è stata licenziata.

L’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha concluso il procedimento disciplinare nei confronti di Lavinia Flavia Cassaro, 38 anni, la docente indagata per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce, dopo la manifestazione antagonista del 22 febbraio scorso, contro un comizio di Casapound, quando a Torino c’erano stati anche scontri e feriti.

Un licenziamento a far data già dal 1 marzo, il giorno in cui venne sospesa a mezzo stipendio in attesa di giudizio.

“Il licenziamento è una misura spropositata”

“È legittimo avanzare qualche dubbio sulla strenua ‘salvaguardia dei valori democratici della Repubblica’, visto che nel nostro Stato si permette al leader di CasaPound di rivendicare apertamente l’eredità del fascismo, mentre si spara con gli idranti su coloro che, in modo magari discutibile, difendono i valori dell’antifascismo – commenta Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale del Cub Scuola – La professoressa è stata processata in diretta tv, se la professoressa non fosse stata intercettata dai giornalisti, il caso Cassaro non sarebbe mai esistito. Dal punto di vista sindacale ci preoccupa che il provvedimento amministrativo si confonda con quello penale”.

“Il licenziamento è una misura spropositata”, continua Scarinzi che definisce “inconsistente” la contestazione mossa alla docente.

La CUB Scuola Università Ricerca continuerà a garantire la piena difesa di Lavinia Cassaro sia in sede legale che mediante l’azione sindacale.


COMUNICATO COBAS SCUOLA _ TORINO

Ingiustizia è fatta

Per Lavinia un licenziamento politico

La sentenza era già scritta da quando Renzi ha pronunciato l’editto contro la maestra, rea di aver contestato duramente le forze dell’ordine che, per difendere i neofascisti di Casapound, si scagliavano aspramente contro i manifestanti scesi in piazza per rivendicare e gridare con forza che Torino è ancora una città antifascista.

E’ evidente che la sentenza sia politica: ci chiediamo come mai, fossero vere le contestazioni rilevate a Lavinia dalla dirigente scolastica, non è stato seguito il normale iter, cioè contestazione d’addebito entro i 20 giorni dai fatti accaduti a scuola? Come mai solo dopo la manifestazione del 22 Febbraio e dello “scoop” giornalistico/televisivo viene fuori un procedimento amministrativo nei confronti della maestra? Come mai anche gli stessi Giuristi Democratici sottolineano l’illegittimità del licenziamento perchè “Ciò che ha segnato la costituzionalizzazione del rapporto di lavoro è la sua contrattualizzazione: il lavoratore non vende più se stesso ma solo le attività indicate nel contratto e nell’orario ivi previsto, restando irrilevante la sua vita extralavorativa. Lavinia Flavia Cassaro, in una situazione di esasperazione (erano in corso cariche contro i manifestanti antifascisti), si è lasciata andare a un non condivisibile sfogo rabbioso: se verrà rilevato in ciò una condotta giuridicamente rilevante, ne risponderà all’esito del relativo processo ”.

Le risposte sono semplici. Si è utilizzata una, seppur non condivisibile, esternazione durante le dure cariche delle forze dell’ordine per colpire una insegnante e, ne siamo convinti, per dare un segnale a tutti/e: da oggi in poi non si potrà più manifestare e soprattutto bisognerà sopportare le manganellate e le ingiurie delle forze dell’ordine senza reagire neanche verbalmente.

E questo è uno stato di diritto?

Se Lavinia ha commesso degli errori e se ci saranno delle conseguenze di rilevanza penali saranno i giudici a decidere, che l’USR Piemonte decida di licenziarla in tronco per fatti successi fuori dalla scuola per un ignobile e delirante linciaggio mediatico e politico-elettorale, ci sembra davvero eccessivo.

Cobas Scuola Torino

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