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mercoledì 2 maggio 2018, di cesppadova

discussione

BULLI & PUPE

di Stefano Micheletti


Bulli e pupe

di Stefano Micheletti - cobas della scuola di Venezia

Mi sono stufato di questa storia del “bullismo” nella scuola.

Certo il problema esisterà pure: la scuola rispecchia la società e in una società dove purtroppo il conflitto sociale per i diritti è stato sostituito dal rancore sociale contro gli ultimi e i più deboli, la solidarietà e la cooperazione con la competitività, non ci si può stupire se anche la scuola rispecchia la legge della giungla.

Tutto si amplifica poi nella comunicazione e nei social media.

Adesso poi che il “bullismo” colpisce pure maestri e professori e agito pure da genitori la cosa si complica: per anni si attaccano i docenti e i lavoratori, si demolisce la scuola pubblica e la si vuole omologare all’azienda, trasformando studenti e genitori in clienti, perché quindi stupirsi se poi i clienti fanno i “bulli”.

Ho l’impressione che qualcuno ci marci su questa storia del bullismo. Certo sono accaduti anche fatti gravi, ma non conosciamo dati certi: quanti sono gli episodi successi? Gli studenti sono quasi 9 milioni, mica saranno tutti “bulli”. Mass media, talk show televisivi, esperti o supposti tali che devono dire la loro, Miur che propone progetti su progetti anti bullismo nelle scuole.

Pare che i problemi della scuola e della formazione siano riconducibili solo al “bullismo” e si sta già gestendo il tutto in termini securitari: daspo per i “bulli” e telecamere nelle classi, che si aggiungono ai registri elettronici e all’ingresso a scuola degli studenti con il badge.

Nessuno parla piùdel bullismo vero contro la scuola: degli 8 miliardi tagliati con la riforma Gelmini, delle classi pollaio, del taglio delle ore e degli indirizzi, della cosiddetta Buona scuola - approvata con voto di fiducia da un governo bullo - dei presidi sceriffi che possono assumersi i docenti con la chiamata diretta e premiare i meritevoli, dei docenti “bullizzati” dalla riforma Fornero che li costringe in cattedra fino ai 70 anni, della libertà d’insegnamento soffocata dai quiz invalsi e dalle prove standardizzate, della “supplentite” che doveva finire e invece i precari sono ancora decine di migliaia, mentre migliaia di maestre e maestri diplomati si vogliono licenziare ed estromettere dalle graduatorie, nonostante proteste e scioperi della fame.

Nessuno parla del bullismo dell’alternanza scuola-lavoro: un milione e mezzo di studenti l’anno costretti al lavoro gratuito, a perdere ore e ore di studio e di vita per attività spesso inutili e dannose e a volte vero e proprio lavoro minorile non retribuito: al lavoro gratis pure il 1^ maggio - giorno della festa dei lavoratori - come gli studenti del Liceo Classico Garibaldi di Napoli.

E chi protesta con un cartellino durante le attività di ASL o con un post su Facebook, come gli studenti del V. Emanuele di Napoli e lo studente di Carpi, 6 in condotta; per non parlare del Collettivo del LAS di Venezia - tutti sospesi per 16 giorni per aver occupato la scuola: sono bulli pure loro?

Venezia, 1 maggio 2018

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