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lunedì 12 febbraio 2018, di cesppadova

MAESTRE E SCIOPERO DEL 23

di Cobas della Scuola Padova


CON LE MAESTRE e CONTRO LA MANCIA DEL CONTRATTO

L’Assemblea Nazionale delle maestre/i diplomate magistrali in lotta, svoltasi domenica 4 febbraio a Bologna, ha confermato, oltre alle iniziative locali del 10 febbraio, la piena partecipazione allo sciopero generale del 23 febbraio e alla manifestazione nazionale a Roma. In tale assemblea i COBAS hanno ribadito l’appello all’unità del movimento di lotta per le diplomate/i magistrali e per l’intera area del precariato scolastico. A tal fine, abbiamosottolineato il carattere unificante della nostra piattaforma:

1) le maestre/i in ruolo che hanno superato l’anno di prova devono conservare il posto, così come chi effettua ora l’anno di prova;

2) permanenza nelle GAE con il punteggio acquisito delle diplomate/i e riapertura delle GAE per chi ha l’abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002, laureati in Scienze della Formazione primaria Vecchio e Nuovo ordinamento, PAS, TFA, ecc.);

3) immissione in ruolo dei precari/e con 3 anni di servizio nelle scuole di ogni ordine e grado.

Lo sciopero, convocato dai COBAS e da altri sindacati, coinvolge tutti/e i docenti ed ATA delle scuole di ogni ordine e grado, sia perché gli obiettivi riguardano l’intero precariato sia perché esiste un giustificatissimo e forte allarme perché, ieri,è stato firmato un miserabile contratto elettorale che serve al governo per cercare di raccattare qualche voto in più alle elezioni Politiche e ai sindacati di Palazzo per salvare la faccia in quelle RSU.

Fermo restando che dovremo leggere tra le righe di un contratto di 176 pagine, le richieste più rognose del governo (80 ore di extra-cattedra obbligatorie ove infilare di tutto; attività di “potenziamento” e organizzative a totale discrezione dei presidi, così come l’attività di tutoraggio per l’Alternanza scuola-lavoro, formazione obbligatoria non pagata e fuori orario di servizio, nel codice disciplinare nuove “voci” per la sospensione dal servizio e dallo stipendio comminata dal preside), non sono state respinte ma solo, sembrerebbe, rinviate alla fase post-elettorale.

E nel contempo pesa come un macigno l’ignobile “mancetta” economica su cui i sindacati governativi si sono accordati e che dimostra l’assoluto disprezzo che Palazzo e sindacati di Palazzo nutrono per docenti ed ATA, ritenuti così sottomessi da dover ringraziare persino per un “aumento” medio netto mensile di 45 euro per gli ATA e di 50 per i docenti, dopo che in dieci anni di blocco contrattuale la categoria ha perso almeno il 20% del proprio salario, cioè alcune decine di migliaia di euro; e dopo che i carichi di lavoro e le responsabilità per docenti ed ATA si sono almeno raddoppiate. Mentre il BONUS dovrà essere assegnato ai presunti “migliori” e dovrà essere superiore almeno del 30% a quello degli altri/e, rendendolo un obbligo contrattuale e affidandone la gestione per lo più ai sindacati governativi che, grazie alle regole assolutamente antidemocratiche con cui si eleggono le RSU, ne gestiscono gran parte.

23 FEBBRAIO 2018 SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA al MIUR

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