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mercoledì 7 febbraio 2018, di cesppadova

comunicato Cobas

IL 23 FEBBRAIO: SCIOPERO DELLA SCUOLA

di Cobas - Comitati di base della Scuola


L’Assemblea nazionale delle maestre diplomate conferma la partecipazione allo sciopero generale della scuola del 23 febbraio e alla manifestazione nazionale a Roma

Il 23 in sciopero e in piazza i precari/e insieme a tutti i docenti ed ATA che vogliono impedire un contratto disastroso, con aumenti di orari e di obblighi di sudditanza ai presidi in cambio di una misera mancetta salariale

L’Assemblea Nazionale delle maestre/i diplomate magistrali in lotta, svoltasi domenica 4 febbraio a Bologna, ha confermato, oltre alle iniziative locali del 10 febbraio, la piena partecipazione allo sciopero generale del 23 febbraio e alla manifestazione nazionale a Roma. In tale assemblea i COBAS hanno ribadito l’appello all’unità del movimento di lotta per le diplomate/i magistrali e per l’intera area del precariato scolastico. A tal fine, abbiamo sottolineato il carattere unificante della nostra piattaforma:

  1. 1) le maestre/i in ruolo che hanno superato l’anno di prova devono conservare il posto, così come chi effettua ora l’anno di prova;
  2. 2) permanenza nelle GAE con il punteggio acquisito delle diplomate/i e riapertura delle GAE per chi ha l’abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002, laureati in Scienze della Formazione primaria Vecchio e Nuovo ordinamento, PAS, TFA, ecc.);
  3. 3) immissione in ruolo dei precari/e con 3 anni di servizio nelle scuole di ogni ordine e grado.

Lo sciopero, convocato dai COBAS e da altri sindacati, coinvolge tutti/e i docenti ed ATA delle scuole di ogni ordine e grado, sia perché gli obiettivi riguardano l’intero precariato sia perché esiste un giustificatissimo e forte allarme per un contratto con il quale il governo e i sindacati di Palazzo, in cambio di una miserabile mancetta dopo un blocco decennale che ha sottratto il 20% del salario ai lavoratori/trici, vorrebbero introdurre negli obblighi scolastici il peggio della legge 107.

La bozza presentata dal governo intende imporre:

  1. a) l’accorpamento delle ore per le attività funzionali, non più 40+40 ore ma 80 ore obbligatorie comunque, ove infilare di tutto;
  2. b) che le attività di “potenziamento” e organizzative diventino obbligatorie, a totale discrezione dei presidi;
  3. c) che l’attività di tutoraggio per l’Alternanza scuola-lavoro sia un adempimento dovuto e non retribuito;
  4. d) che la formazione sia non pagata e fuori orario di servizio; e) che siano introdotte nel codice disciplinare nuove “voci” per la sospensione dal servizio e dallo stipendio, sospensione comminata dal preside.

A tali inaccettabili e arroganti imposizioni dell’ARAN, per conto del governo, i sindacati di Palazzo hanno risposto con flebili obiezioni, arrivando al punto di dire (cfr. il segretario della FLC Sinopoli) che per fare il contratto basterebbe mettere i fondi dei “bonus” in contrattazione: la restante “monnezza” diverrebbe così commestibile. In realtà l’unica cosa che trattiene i sindacati monopolisti dal firmare è il timore di pagarlo nelle imminenti elezioni RSU, malgrado la gara sia sfacciatamente truccata, non potendo votare su liste nazionali né essendo consentito ai sindacati conflittuali di svolgere liberamente assemblee per trovare i candidati: cosa permessa invece alle migliaia di distaccati dei sindacati “amici” che ai loro candidati garantiscono di non dover fare nulla, perché a trattare al loro posto andranno i funzionari.

Le intollerabili proposte governative vanno rifiutate scioperando massicciamente il 23 febbraio e partecipando alla manifestazione nazionale. Va bloccato l’ulteriore immiserimento delle condizioni salariali e di lavoro con una risposta immediata, che rivendichi il pieno recupero della perdita salariale dell’ultimo decennio e respinga l’introduzione nel contratto di tutte le nefandezze della “cattiva scuola” renziana.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

7 febbraio 2018

in allegato la nota MIUR per lo sciopero del 23 febbraio 2018


Il 23 febbraio sciopero generale di tutto il personale della scuola

Concentrare la lotta delle diplomate/i magistrali, unificare gli obiettivi di tutto il precariato, impedire un contratto disastroso per docenti ed ATA

La nostra Assemblea Nazionale aveva fatto la settimana scorsa un appello alla massima responsabilità rivolto al movimento di lotta delle diplomate/i magistrali, all’intera area del precariato scolastico e ai sindacati che ne appoggiano le rivendicazioni affinché si concentrassero le iniziative intorno ad appuntamenti largamente condivisi e a obiettivi che unifichino il frammentato precariato. E a tal proposito abbiamo ribadito la piattaforma presentata al MIUR il 17 gennaio e proposto a tutto il movimento in lotta: 1) le immesse/i in ruolo che hanno superato l’anno di prova devono conservare il posto, così come chi sta effettuando ora l’anno di prova; 2) permanenza nelle GAE, in base al punteggio acquisito, delle maestre/i diplomate/i e riapertura delle GAE per tutti/e i/le docenti in possesso di abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002, laureati in Scienze della Formazione primaria Vecchio e Nuovo ordinamento, PAS, TFA, ecc.); 3) immissione in ruolo di tutti/e i/le precari/e con 3 anni di servizio presso le scuole di ogni ordine e grado.

Nell’ultima settimana le assemblee, le riunioni e la discussione sui social e nelle liste sono andate convergendo verso la convinzione che – avendo il MIUR assunto un atteggiamento “ponziopilatesco” a nome del governo Gentiloni, intenzionato a passare la “patata bollente” al prossimo governo - la lotta va intensificata e concentrata qui ed ora, evitando di restare bloccati in attesa statica dell’insediamento di un nuovo governo, sui quali tempi sussiste la massima incertezza. E in base a questa consapevolezza è emersa chiaramente la richiesta di convocare un nuovo sciopero nel mese di febbraio. Verificata la convergenza su tale data della larga maggioranza dei sindacati che sostengono la lotta e dei gruppi, comitati e collettivi autorganizzati, i COBAS hanno dunque convocato lo sciopero generale di tutto il personale della scuola per l’intera giornata del 23 febbraio. Sull’organizzazione di tale giornata, sulle eventuali tappe intermedie (si è parlato di una mobilitazione nazionale il 10 febbraio con iniziative locali) e sulle modalità delle iniziative di piazza per il 23, ci auguriamo che l’Assemblea Nazionale convocata a Bologna per il 4 febbraio, alla quale abbiamo dato la nostra adesione, riesca ad esprimere le volontà convergenti del movimento di lotta e ad arrivare a decisioni unitarie e condivise.

Lo sciopero da noi convocato, seppure incentrato sulla lotta delle maestre/i diplomate/i magistrali, coinvolge tutti/e i docenti ed ATA delle scuole di ogni ordine e grado, non solo perché gli obiettivi della nostra piattaforma, presentata al MIUR, riguardano l’intero precariato docente ed ATA, ma anche perché esiste un giustificatissimo e forte allarme per un contratto con il quale il governo e i sindacati di Palazzo, in cambio di una miserabile mancetta di fronte ad un blocco decennale che ha fatto perdere il 20% del salario a docenti ed ATA, vorrebbero introdurre negli obblighi scolastici tutto il peggio della legge 107 e immiserire ulteriormente le condizioni di lavoro, al servizio della scuola-azienda e dei presidi padroni. Incombe dunque su docenti ed ATA una pesantissima minaccia, che va evitata con una risposta immediata, che rivendichi almeno il pieno recupero della perdita salariale dell’ultimo decennio e respinga l’introduzione nel contratto di tutte le nefandezze della “cattiva scuola” renziana.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

29 gennaio 2018

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