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domenica 6 agosto 2017, di cesppadova

documentazione

REPRESSIONE a Venezia

di Cobas Scuola Venezia


Solidarietà agli studenti colpiti dalla repressione per le mobilitazioni contro la cosiddetta “buona scuola”.

In pieno agosto arriva la denuncia per “occupazione”, che sarebbe avvenuta nello scorso mese di marzo, nei confronti di uno studente rappresentante di istituto del Liceo Stefanini di Mestre.

Ci associamo alla protesta manifestatasi venerdì scorso davanti all’Ufficio Scolastico Regionale di Riva di Biasio a Venezia, da parte del Coordinamento Studenti Medi di Venezia - Mestre e del Collettivo dello Stefanini.

E’ da denunciare non solo l’aspetto “vendicativo”, a mesi di distanza dagli avvenimenti, ma anche il tentativo di attaccare in modo preventivo le organizzazioni studentesche più impegnate a contrastare la deriva aziendalistica della scuola.

Proprio alla vigilia del prossimo anno scolastico, in cui verrano al pettine tutti gli aspetti più nefandi della cosiddetta “buona scuola”, dalla “supplentite” che non è assolutamente finita, anzi, alla assoluta mancanza di organici del personale ATA - con le segreterie in tilt per carichi di lavoro pesantissimi in mega istituti - frutto di accorpamenti di più scuole - spesso senza dirigenti titolari, o con dirigenti che si credono “sceriffi”, forti dei nuovi poteri della “buona scuola” (assunzione diretta dei docenti, potere di premiare i “meritevoli”, etc.), si tenta, intanto, di colpire gli studenti più attivi.

Proprio alla vigilia dell’anno scolastico in cui andrà a regime - anche per le classi quinte - uno degli elementi che sta provocando più danni nelle scuole: l’alternanza scuola lavoro.

Un milione e mezzo di studenti devono svolgere (nel triennio 400 ore negli istituti tecnici/professionali e 200 nei licei) attività completamente sganciate dal lavoro in classe e dall’indirizzo di studio, moltissime ore sottratte all’insegnamento, lavori ripetitivi e meramente esecutivi in cui vi è pochissima formazione e molto sfruttamento di lavoro gratuito. Insomma una scuola che non ha più il mandato costituzionale di formare cittadini critici e consapevoli, nonché lavoratori liberi e pensanti, ma un esercito di forza lavoro “flessibile”, con qualche competenza spendibile in un mercato del lavoro fatto di precariato, stage e tirocini a vita, e lavoro gratuito.

Invitiamo tutte le componenti scolastiche, docenti e non docenti, studenti e genitori a riprendere le iniziative per la difesa e lo sviluppo della scuola pubblica e per contrastare gli effetti che la legge 107 (“buona scuola”) sta provocando.

Venezia, 5 agosto 2017

COBAS - COMITATI DI BASE della Scuola della provincia di Venezia

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