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giovedì 9 marzo 2017, di cesppadova

comunicato Cobas

Venerdì 17 MARZO 2017 per un DECALOGO della SCUOLA PUBBLICA MANIFESTAZIONE INTERREGIONALE A VENEZIA - ORE 10.30 presidio all’USR per il Veneto in Riva di Biasio

Lo sciopero è indetto da i Cobas della scuola, Unicobas, Anief, FederAta, Cub e Usb


venerdì 17 marzo 2017 SCIOPERO GENERALE della SCUOLA per il ritiro dei decreti attuativi della legge n. 107/2015, per un rinnovo contrattuale che recuperi il 20% di potere d’acquisto perso in 7 anni.

per un DECALOGO della SCUOLA PUBBLICA

1) gestire la mobilità con titolarità su scuola e non su ambito, ponendo fine agli incarichi triennali non rinnovabili decisi dal preside;

2) ridefinire l’organico delle scuole: tutti i/le docenti insegnino e tutti/e si facciano carico degli altri compiti necessari per il funzionamento della scuola, riducendo l’orario di cattedra;

3) destinare i fondi, previsti per la valutazione del sedicente “merito” dei docenti, per la Carta del docente e quelli del Fondo di istituto, alla contrattazione nazionale per un aumento in paga base che, insieme a nuovi fondi da stanziare per il contratto, garantisca a docenti e Ata il recupero di almeno una parte significativa di quel 20 % di salario perso in 7 anni di blocco contrattuale;

4) rifiutare l’introduzione del “welfare contrattuale”, che destina parte degli aumenti contrattuali a diritti sociali che, costituzionalmente, devono essere garantiti dallo Stato;

5) assumere i precari docenti ed ATA con almeno 36 mesi di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto;

6) ampliare l’organico ATA, re-internalizzare i servizi di pulizia, eliminare il divieto di nominare supplenti per assistenti amministrativi e tecnici anche per periodi prolungati, e nominare i supplenti per i collaboratori scolastici anche per i primi 7 giorni;

7) contro l’inaccettabile obbligo per gli studenti delle superiori di 400/200 ore di “alternanza scuola-lavoro”, ridare alle scuole la libertà di istituirla o meno, e di determinarne il numero di ore;

8) eliminare i quiz Invalsi come strumento per valutare scuole, docenti e studenti; 9) ridurre il numero degli alunni per classe, utilizzando per l’insegnamento i docenti dell’organico di potenziamento;

10) ripristinare la democrazia sindacale nelle scuole, restituendo ai lavoratori il diritto di partecipare alle assemblee indette da qualsiasi sindacato che abbia presentato liste alle elezioni RSU. Applicare un sistema proporzionale di voto senza sbarramenti per la rappresentatività e per l’accesso ai diritti sindacali, con un voto a livello di scuola, uno a livello regionale e uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati ai tre livelli.

Venerdì 17 MARZO 2017

MANIFESTAZIONE INTERREGIONALE A VENEZIA - ORE 10.30 presidio all’USR per il Veneto in Riva di Biasio

Lo sciopero è indetto con Unicobas, Anief, FederAta, Cub e Usb

venerdì 17 marzo 2017

SCIOPERO GENERALE della SCUOLA

per il ritiro dei decreti attuativi della legge n. 107/2015, per un rinnovo contrattuale che recuperi il 20% di potere d’acquisto perso in 7 anni,

Incurante della amplissima opposizione alla cattiva scuola della legge 107/2015, che tanto ha pesato sulla sconfitta netta di Renzi nel referendum costituzionale, il governo-fotocopia di Gentiloni ha varato otto decreti applicativi di tale legge, ignorando ogni forma di dialogo con i protagonisti dell’istruzione pubblica e ogni revisione significativa della 107, al di là di caramellose promesse della ministra Fedeli di neo-concertazione con i Cinque sindacati “rappresentativi”. Seppure tra fumi di ambiguità le otto deleghe aggravano il già disastroso panorama della cosiddetta “buona scuola”. Per il futuro reclutamento dei docenti coloro che sono già abilitati e/o con 36 mesi di servizio dovranno sottoporsi ad un nuovo concorso. Per i neo laureati è previsto un vero e proprio percorso ad ostacoli, compreso un contratto di tirocinio con lavoro sottopagato. Per gli studenti diversamente abili, si alza il numero di alunni per classe e si mira a ridurre il numero degli insegnanti di sostegno, introducendo corsi di "aggiornamento" improvvisati per tutti i docenti, per delegare progressivamente tale attività all’intero personale docente. Per passare dal sostegno al posto comune bisognerà aspettare 10 anni (dai 5 attuali) e anche dopo il DS potrà discrezionalmente usare gli insegnanti abilitati per attività di sostegno. La delega sull’Istruzione professionale punta a creare un segmento separato da Licei e Istituti Tecnici, caratterizzata da un forte addestramento al lavoro in concorrenza con la Formazione professionale regionale, riducendo ulteriormente la formazione di base. Per gli alunni dei professionali, si ribadisce la centralità dell’”alternanza scuola-lavoro”, a cui si aggiunge la possibilità di contratti di apprendistato sottopagati a partire dai 15 anni. Per tutti gli studenti l’”alternanza” diventa non solo un requisito di ammissione agli Esami di Stato, ma anche oggetto di una tesina per il colloquio. I quiz Invalsi saranno imposti anche alle classi quinte delle superiori come requisito di ammissione. Ma soprattutto gli esiti individuali dei quiz in italiano, matematica e inglese andranno inseriti nel curriculum dello studente allegato al diploma e potranno essere usati dalle Università per selezionare gli iscritti ai corsi a numero chiuso. Anche per l’ Esame di terza media la partecipazione ai quiz sarà uno dei requisiti di ammissione e i relativi esiti individuali entreranno nell’attestato delle competenze. Ciò dimostra che i quiz non costituiscono una mera valutazione di sistema, ma una valutazione del singolo studente mirante a trasformare la didattica in addestramento ai quiz. Il “sistema integrato 0-6 anni” rischia di abbassare notevolmente il livello della scuola dell’Infanzia pubblica (una delle migliori del mondo) trasformandola in un servizio di assistenza, senza di fatto garantire la “generalizzazione della scuola dell’Infanzia”, né la "gratuità" per le famiglie. Insomma, queste deleghe si aggiungono agli aspetti peggiori della 107, dal famigerato “bonus” per i docenti “meritevoli” (i cui nomi e retribuzioni i presidi tengono nascosti) allo strapotere dei presidi, dall’uso flessibile e selvaggio degli insegnanti dell’organico di potenziamento utile solo a dividere i docenti, ai ricatti pesanti sulla mobilità e sull’organico triennale dei “precari di ruolo”, fino all’obbligo di 400 /200 ore di alternanza scuola-lavoro, che viene svolta con modalità peggiori delle previsioni più pessimistiche. Il tutto provocando un’ulteriore, drammatica dequalificazione del lavoro degli insegnanti, sempre meno educatori e sempre più “operai intellettuali” flessibili e tuttofare, a drammatico compimento di un ventennio di immiserimento materiale e culturale di una scuola che si vorrebbe “azienda” innovativa e che per lo più appare “bottegaccia” cialtrona, arruffona, gestita da presidi-padroni.

Come Docenti ed ATA, con il contributo di Studenti e Cittadini che hanno a cuore la Scuola Pubblica, abbiamo meno di tre mesi di tempo per respingere queste deleghe e nel contempo far cancellare almeno i punti più disastrosi della legge n. 107/2015.

Per questo ci siamo assunti la responsabilità di convocare per il 17 marzo 2017 lo SCIOPERO GENERALE della SCUOLA con Unicobas, Anief, FederAta, Cub e Usb.

Nella giornata del 17 MARZO 2017 MANIFESTAZIONI a: ROMA, TORINO, BOLOGNA, CAGLIARI, NAPOLI, BARI, PALERMO e CATANIA.

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