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NON COLLABORARE CON I TEST INVALSI

NO INVALSI

mercoledì 30 marzo 2011

NON COLLABORARE CON I TEST INVALSI

Alcuni Dirigenti Scolastici sembrano propensi a “imporre”, manu militari, come obbligatoria per i docenti la somministrazione dei test INVALSI, mentre, invece, non lo è poiché presenta vari aspetti di illegittimità. È arrivato, quindi, il momento di opporsi massicciamente al presunto carattere obbligatorio dei quiz INVALSI!

Per invitare le scuole alla somministrazione delle prove INVALSI, quest’anno il Ministero se la cava con una semplice Nota (30 dicembre 2010, prot. n. 3813), che afferma il principio dell’essenzialità della collaborazione degli insegnanti nelle varie fasi della procedura, secondo modalità ancora non chiarite e che saranno successivamente comunicate.
L’art. 3, comma 1, lettera b, della legge 28 marzo 2003, n. 53 assegna all’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione (INVALSI) il compito di effettuare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze ed abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche. In tale provvedimento, che è legge, si desume la obbligatorietà della somministrazione della detta prova da parte delle scuole.

L’obbligatorietà è però prevista per legge solamente per le classi terze della scuola media (Legge Fioroni), ma il discorso è diverso per quanto concerne il personale in servizio nelle altre classi di ogni ordine e grado. Non è infatti scritto da nessuna parte che i Docenti siano tenuti obbligatoriamente a somministrare le prove, in quanto il contratto nazionale di lavoro non prevede alcun obbligo di questo tipo per gli insegnanti, né tra gli obblighi di servizio, né nella funzione docente.

Indicazioni di qualunque tipo sulla materia in oggetto non possono avere alcun carattere imperativo per il personale docente il quale non è tenuto (vedasi anche l’articolo 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento), in alcun modo a partecipare direttamente alla somministrazione delle prove INVALSI, né a collaborare all’eventuale organizzazione delle stesse, se non le condivide ed in assenza di una delibera del Collegio Docenti.
Infatti, ciascun docente ha facoltà, nelle proprie ore di lezione, di decidere quali attività debbano essere svolte (sulla base del POF d’Istituto e della programmazione annuale e settimanale) senza che nessuno possa imporre altre attività prive dell’adesione degli insegnanti dell’Istituto, poiché l’impostazione della didattica e dei criteri di valutazione è esclusiva competenza del Collegio dei Docenti (art. 7 comma 2 del testo unico sulla scuola).
Perciò il Dirigente scolastico non ha alcuna facoltà o potere di imporre a nessun docente di somministrare le prove Invalsi durante il proprio orario di servizio, anche nell’eventualità in cui il Collegio avesse deliberato in tal senso (opzione metodologica minoritaria: art. 3; D. P. R. 275/99: Regolamento dell’autonomia scolastica), poiché tale decisione sarebbe illegittima secondo la normativa vigente.
Inoltre, si ricorda che la sentenza della Cassazione n. 23031 del 2 novembre 2007 ha sancito, in modo definitivo, che una circolare o una Nota del MIUR è un atto meramente interno della pubblica amministrazione, esprime esclusivamente un parere e non vincola addirittura nemmeno la stessa autorità che l’ha emanata. In sintesi, una Circolare, e a maggior ragione una Nota Ministeriale, non sono fonti di diritto, quindi non vincolano nessuno ad alcunché.

E’ importantissimo cercare di frenare questi continui tentativi di svalutazione dell’organizzazione della didattica, prerogativa esclusiva dei Collegi dei Docenti! Se non ci opponiamo subito a questa deriva non rischiamo solamente di perdere l’ultima libertà che ci è rimasta come docenti, la libertà di insegnamento, ma avalliamo il tentativo di introdurre nella scuola questa meritocrazia della miseria, che abbiamo respinto con la bocciatura delle sperimentazioni Gelminiane. Infatti, mentre la Finanziaria di luglio 2010 ha bloccato stipendi e contratti, il recente Decreto Milleproroghe apre le porte alla riforma Brunetta (in base a cui si intende misurare la perfomance dei docenti e differenziare gli stipendi).

Come sarà misurata la cosiddetta performance?
Ovviamente, uno dei criteri sarà il risultato
che ogni scuola conseguirà con i Test Invalsi!

BOCCIAMOLI nei Collegi Docenti!!!!


COBAS SCUOLA DI PADOVA

PADOVA, marzo/aprile 2011