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IL TEMPO DEI SICARI - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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Una Buona Scuola per tutti e di tutti

IL TEMPO DEI SICARI

La chiamata nominativa degli insegnanti

mercoledì 17 febbraio 2016

AL CONGRESSO ANNUALE DEI SICARI

di Francesco Masala – didaweb.net

Siamo riuniti ancora una volta per il congresso annuale dei sicari dell’economia.
Rendiamo lode alla signora Thatcher, sempre sia lodata.
Ringraziamo i sicari delle Poste e delle Ferrovie, il lavoro duro paga, i nostri colleghi sono riusciti a Prosciugare, Ridurre, Spolpare le Ferrovie e le Poste per rendere necessario l’intervento di privati che poi si mangeranno le aziende.
Adesso saranno messe sul mercato e passeranno di mano, il Pubblico è inefficiente, solo il Mercato e solo il settore Privato funzionano, la Concorrenza è il nostro dio.

Apriamo la sessione dei sicari della Scuola, mi complimento per l’ottimo lavoro che avete fatto e state facendo giorno per giorno.
Provo adesso a ricordare gli obiettivi che vi avevamo dato, e verifichiamo punto per punto se sono stati raggiunti.

Inizierei col primo grande obiettivo, scrivere una legge che cancelli tutto l’esistente, e ci traghetti verso il futuro.
Vi abbiamo mandato dentro il Ministero di viale Trastevere, dove, com’è noto, non capiscono niente di scuola. È stata la vostra palestra e con quella legge approvata con voto di fiducia (quelli non si fidano fra loro, noi non ci fidiamo di loro, meno male che ci siete voi, sicari di prima classe) abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, quello di cambiare la scuola, non c’era riuscito nessuno, grazie a noi è stato fatto.

Vorrei ringraziare anche i sicari delle Parole, quella più bella e più utile l’hanno trovata loro, è il Potenziamento, non vuol dire niente, e si può fare tutto, chi dirà di essere contro il potenziamento? Nell’immaginario è una parola positiva, foriera di crescita.

E poi passare da delibera a elabora, per il collegio e il PTOF, è davvero da leccarsi i baffi.

E anche la formazione di un comitato di valutazione eletto da tutti, che dà criteri, ma non conta un cazzo, perché è il dirigente che decide, senza appello, è stato un bel colpo.

Complimenti per il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa), lo sanno tutti che non vuol dire niente, tanto che si può riscrivere ogni anno, pieno di numeri senza senso.
I miei capi temevano che tutti si sarebbero messi a ridere, per una schifezza del genere, e avrebbe inficiato l’intera legge, io ho garantito per voi, e abbiamo avuto ragione. So che qualcuno aveva proposto il piano quinquennale, sarebbe stato un azzardo, avete fatto bene a fermarvi al triennio, ma sarebbe passato lo stesso, la maggior parte degli insegnanti sono dei polli perfetti.

Un altro obiettivo è quello di completare il processo iniziato con l’autonomia, ogni insegnante si deve sentire solo, insicuro, precario, un IO, mai più un NOI, uno che esisterà fino a che qualcuno lo farà esistere.
Con la nuova legge ogni insegnante dipenderà dai dirigenti scolastici, non esisteranno più sindacati e ministero a cui appoggiarsi, mancano un paio di norme e il docente sarà inoffensivo.
Baciare la mano che chiama a lavorare, ecco una tradizione che si era dimenticata negli ultimi 60-70 anni, occorrono rispetto, devozione e sottomissione, ci siamo quasi.

Intanto la selezione dei dirigenti scolastici sarà gestita dal preside Vitous Gambrinus, ecco cosa dice nella presentazione del suo libro di testo, unico e obbligatorio per tutti gli aspiranti dirigenti scolastici:

"Non per vantarmi, scrive il preside con orgoglio, ma il nostro è un corpo (insegnante) selezionato con cura, quanto di più spiacevole e scostante offra il mercato. Non un solo corpo simpatico, tutti corpi pedagogici, e le poche volte che mi trovo ad assumere un insegnante giovane, faccio sempre in modo che abbia una caratteristica repellente.
I nostri insegnanti sono i migliori cervelli della capitale, non ce n’è uno che abbia un’idea sua. Se solo a qualcuno dovesse venirgliene una, ci penserei io a far sloggiare l’ideatore. Sono nullità innocue, solo quello che c’è nei programmi scolastici! Nessun pericolo che gli venga un’idea originale.
Non c’è nulla di peggio di un insegnante simpatico, specie poi se provvisto di opinioni personali. Solo un professore veramente noioso è capace di instillare negli allievi una bella immaturità, quella simpatica inefficienza e inettitudine, quell’insipienza della vita tipica della gioventù, in modo che noi, veri pedagoghi per vocazione, possiamo farne il nostro campo d’azione. Solo con l’aiuto di un personale veramente adeguato possiamo riuscire a purificare il mondo."

Vorrei anche complimentarmi con voi che avete creato le fasce per le assunzioni, soprattutto la fase B e la fase C. Con nuova legge siamo riusciti a differenziare tutti i docenti, e varrà anche per assunzioni, trasferimenti e chiamate del dirigente, saranno totalmente arbitrarie.

Ancora, vedo che siete avanti della eliminazione dei CCNL della scuola, meglio, nello svuotamento. Anche i sindacati diventeranno uffici per le pratiche burocratiche, il Miur come l’abbiamo conosciuto sparirà, solo coordinerà il lavoro delle sedi sindacali, patronati e fondi pensione. Ormai, e sempre più, li terremo per le palle.

Grazie, ancora, a voi e ai sicari delle Parole spariranno le parole Lotta e Conflitto, non politicamente corrette.
Chi le usasse sarebbe obsoleto, diranno i dizionari, una sacca residuale che ci sarà utile, per spaventare tutti gli altri.

Ancora un obiettivo centrato: nessun insegnante alzerà più la testa, e se l’alza non troverà niente. Il suo nemico non saranno più l’Europa, lo Stato, il Miur, gli uffici scolastici regionali e provinciali, destinati a dimagrire sempre più. Il potere dato ai dirigenti sul personale diventerà sempre più ampio, e con l’intromissione delle famiglie nel giudizio degli insegnanti il percorso sarà completo.
Il suo nemico saranno i suoi colleghi, cioè se stesso, e forse il Dirigente Scolastico, bisognerà intervenire con una norma che li liberi da qualsiasi responsabilità.

Manca l’ultimo capitolo: i finanziamenti; già oggi lo Stato interviene sempre di meno, tranne che le scuole paritarie e le scuole private. Oggi le scuole riescono ad andare avanti con i contributi delle famiglie, non tasse, no, una colletta come in chiesa, ogni famiglia, se vuole e se può, getta qualcosa in un cestino, senza sapere quanto mettono gli altri. Chiamala, se vuoi trasparenza, potrebbe essere il titolo di una canzone che canteremo alla riunione dl prossimo anno.

Piano piano sopravviveranno le scuole adatte, come Darwin insegna, le altre diventeranno differenziali, avviamento al lavoro, ritorno al futuro. insomma, e non dimenticate per il futuro lo strumento della Affondazioni, daranno un contributo decisivo al nostro e al vostro lavoro.

Buon lavoro a tutti i sicari!