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DEFINITIVAMENTE FIRMATO IL CONTRATTO SULLA MOBILITA’ 2016/2017 - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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comunicato Cobas

DEFINITIVAMENTE FIRMATO IL CONTRATTO SULLA MOBILITA’ 2016/2017

1 Marzo a Roma - Convegno Nazionale CESP

venerdì 12 febbraio 2016

DEFINITIVAMENTE FIRMATO

IL CONTRATTO SULLA MOBILITA’ 2016/2017

TUTTI A ROMA DA TUTTA ITALIA

IL 1° MARZO

E’ PREVISTO L’ESONERO DAL SERVIZIO

Si è svolta ieri, 10 febbraio 2016, presso la sede Cobas di Roma, una partecipatissima assemblea pomeridiana aperta a tutti i docenti neoimmessi in ruolo, ai docenti precari inseriti nelle GaE e ai docenti precari di II e III fascia.
Ad apertura dell’assemblea è stato letto il testo del CCNI sulla Mobilità, firmato nella mattinata da FLC- Cgil, Cisl, Uil e Snals ed è stato unanimemente stigmatizzato l’atteggiamento delle organizzazioni sindacali, che hanno avallato, con la propria firma, quella disparità di trattamento già colpevolmente presente all’interno del testo della Legge 107/2015, nel comma 196, dichiara inefficaci le norme e le procedure contenute nei contratti collettivi, contrastanti con quanto previsto dalla legge stessa.

Dopo un’attenta lettura delle previste fasi della Mobilità, infatti, è stato confermato l’errore generale di impostazione delle organizzazioni sindacali firmatarie, che hanno voluto applicare ai trasferimenti una gradualità di attuazione, con relative deroghe e precedenze, non prevista dalla legge e riguardante esclusivamente le modalità delle immissioni in ruolo.
Tale errore, voluto o meno poco interessa, ha comportato scelte penalizzanti per una gran parte dei docenti e ha ingenerato una serie di antagonismi e fratture all’interno degli assunti, che hanno impedito di focalizzare sino in fondo la gravità dell’attuale posizione dei nuovi docenti nella scuola dell’era “renziana”. Dopo aver approfondito le problematiche riguardanti i docenti immessi in ruolo, si è passati ad analizzare la grave situazione riguardante centinaia di docenti precari ( abilitati di II fascia e non abilitati di III fascia) che rischiano, dopo numerosi anni di servizio nella scuola, di rimanere fuori da qualunque graduatoria e di vedere annullate competenze e professionalità di cui verrebbe privata la scuola stessa. Nella salvaguardia dei diritti di tutti e tutte è stata approntata nell’assemblea una Bozza di Piattaforma Nazionale del nuovo precariato nella quale, si chiede, tra le altre cose, il pieno riconoscimento del valore del titolo abilitativo conseguito.

Nel caso in cui si dovesse necessariamente parlare di concorso, andrà allora previsto un concorso per chi ha maturato i 360 giorni di servizio, da cui scaturirà una nuova graduatoria nella quale nessuno dovrà essere scavalcato e ognuno sarà inserito/a seconda del diritto acquisito. Alle problematiche emerse ha poi dato puntuale risposta, nell’ambito dell’assemblea, l’avvocato Giuseppe Nobile, che ha chiarito i termini dei ricorsi da presentare: “Scatti precari”, Indennizzo, Riconoscimento dell’intero periodo preruolo, Mobilità coatta imposta esclusivamente ai docenti della fase B e C assunti da GaE, ricorso da presentare in sede di Commissione europea ( che è già pronto e sul quale si stanno già raccogliendo le adesioni).

E’ stato deciso a tal proposito di svolgere un Convegno Nazionale CESP su tali problematiche, per il 1° marzo prossimo a Roma, presso la sala CESP di Viale Manzoni, 55 al termine del quale si svolgerà un sit-in presso il MIUR con relativo incontro, per presentare e Richieste emerse negli ultimi incontri e assemblee che si stanno svolgendo nelle sedi Cobas. Al Convegno saranno presenti delegazioni delle sedi Cobas che nel frattempo diffonderanno sui propri territori i ricorsi e tutto il materiale relativo ai punti di piattaforma da discutere per trovare il massimo della convergenza possibile sulle richieste.

A Roma ci sarà una tappa intermedia il 16 febbraio prossimo con una riunione in sede alle ore 17, per raccogliere le adesioni ai ricorsi e avviare l’organizzazione della consegna congiunta presso la sede della Commissione Europea di Via IV novembre del previsto ricorso, atto con il quale si vuole fornire un segnale “politico” al governo sulla maturata volontà dei docenti, neoimmessi in ruolo e precari, di difendere i propri diritti e quelli della scuola Italiana.