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Diritti a scuola

Emergenza democratica. Assemblea il 7 febbraio a Napoli

Una nuova stagione referendaria contro la L.107 e non solo.

lunedì 1 febbraio 2016

Emergenza democratica

di Marina Boscaino

Se il nostro Paese vuole pensare di avere una alternativa concreta alla emergenza democratica nella quale siamo evidentemente piombati, questa è certamente da ravvisarsi nella costruzione di strategie e linguaggi condivisi per far fronte alla comune sofferenza delle parti più sane e consapevoli della società; e di una comune volontà di reperimento di forme di partecipazione diffuse e realmente democratiche, che mettano in gioco energie solidali e percorsi attivi.

L’idea di inaugurare una stagione referendaria che possa realmente vederci tutti insieme, cittadini a difesa di diritti acquisiti che minacciano di essere definitivamente derubricati, grazie al suono delle fanfare mediatiche, dei trasformismi di ogni tempo, di un autoritarismo dell’esecutivo mai conosciuto precedentemente, sta convincendo e a poco a poco entusiasmando la scuola. Se ne è parlato in una serie di partecipatissime assemblee, il 12 luglio, il 6 settembre e il 29 novembre, come documentato in lipscuola.it. Se ne riparlerà a Napoli il 7 febbraio, tentando di arrivare ad una convergenza definitiva.

L’intersecarsi di referendum prevalentemente “sociali”, interpellando essi i cittadini su temi quali la scuola della Costituzione, le privatizzazioni, la violazione intenzionale dell’ambiente, il lavoro (per un “sì” convinto alla egemonia dei diritti su quella del mercato), con istanze di carattere politico istituzionale in opposizione alla stagione delle contro-riforme autoritarie, potrebbe essere l’idea vincente: il filo rosso che permetterà di proseguire un cammino comune di intercettazione delle sensibilità e dei principi che ancora – bisogna esserne convinti – trovano cittadinanza in molti italiani.

Tale prospettiva poggia tenacemente sulla partecipazione diretta del popolo all’orientamento delle scelte che ne coinvolgono esistenza pubblica e privata; sulla difesa intransigente del principio di uguaglianza, stella polare alla quale ciascuno di noi certamente informa le proprie scelte; sulla convinzione che il neoliberismo stia mostrando le corde al punto che, se non diciamo presto – tutti insieme – un “no” convinto, producendo al contempo alternative valide e sostenibili, è destinato a scomparire definitivamente nel giro di pochissimi anni tutto ciò in cui abbiamo creduto, non per vezzo soggettivo, ma per convinzione politica basata sulla conoscenza e sulla comprensione del progetto configurato dalla Costituzione italiana.

Non è tardi, insomma, per un comune esercizio di cittadinanza che veda nei temi dell’ambiente, della scuola statale, del lavoro, parti di un generale impianto di difesa solidale e reciproca della democrazia nel Paese.

Espressioni di quell’interesse generale che necessita di una difesa intransigente e di istanze comuni. È da augurarsi che tutti coloro – sindacati, associazioni, pezzi di movimento – che parteciperanno all’assemblea che si terrà a Napoli il 7 febbraio, organizzata dal Comitato nazionale per il sostegno alla Lipscuola, riescano quel giorno a farsi forza soprattutto del fatto che è l’ora di rompere indugi ed incertezze e che i cittadini si riprendano in mano quel po’ di democrazia rimasta al nostro Paese sofferente.

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