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Contrastare l’attuazione della L. 107 per rispettare la Costituzione nell’ambito dei principi costituzionali

di Corrado Mauceri

mercoledì 27 gennaio 2016

Contrastare l’attuazione della L. 107 per rispettare la Costituzione nell’ambito dei principi costituzionali

di Corrado Mauceri da vivalascuola

1. La 107 viola i principi fondanti della Costituzione: contrastare la 107 dovrebbe essere per i docenti un dovere prioritario

Con la L. 107 il Governo (si tratta difatti di un atto formalmente del Parlamento, ma sostanzialmente imposto a colpi di maggioranza dal Governo) si propone di introdurre nella scuola non solo un modello aziendalistico (già avviato con le leggi sull’autonomia scolastica di Bassanini e Berlinguer), ma un sistema scolastico fondato sulla competitività e sulla gerarchizzazione che contrasta in modo palese con la scuola della Costituzione e con la funzione che la Costituzione assegna alla scuola statale per la formazione democratica delle nuove generazioni e per la democrazia nel Paese.

Gli insegnanti sono quindi chiamati a scegliere: o impegnarsi per salvaguardare la funzione costituzionale della Scuola statale e quindi contrastare, in tutti i modi possibili, una legge governativa che mette in discussione non solo il loro ruolo istituzionale, ma la natura democratica del Paese oppure subire ed essere corresponsabili di questo attacco alla democrazia.

Non si tratta di fare barricate, ma di opporre ad una legge, peraltro sciatta e contraddittoria, il prioritario dovere di tutti, ed in particolare dei docenti, di osservare la Costituzione che è ancora la legge fondamentale della Repubblica.

2. I principi costituzionali prevalgono sulle norme della 107

Le scuole statali, a differenza delle scuole private, sono istituzioni statali e, come tali, sono soggette ai principi generali della P.A. e soprattutto ai principi costituzionali sia di carattere generale per tutta la P.A. sia specifici per il sistema scolastico statale.

L’art. 97 della Costituzione afferma:

“I pubblici uffici” (e quindi anche le istituzioni scolastiche statali) “sono autorizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione”.

A tale fine la L. n. 241/90 ha affermato il principio generale della trasparenza dell’azione amministrativa e della partecipazione. L’attività della P.A., anche quando comporta un potere discrezionale, deve quindi essere sempre svolta in modo trasparente (principio generale della pubblicità degli atti della P.A.) ed essere adeguatamente motivata sulla base di parametri imparziali e verificabili.

L’art. 33 della Costituzione afferma, come è noto, il principio della libertà di insegnamento che preclude qualsiasi forma di subordinazione e di condizionamento esterno o gerarchico dell’attività di insegnamento e quindi degli insegnanti; la libertà di insegnamento implica l’esclusione di ogni forma, anche psicologica di condizionamento sia del singolo docente sia delle singole istituzioni sia infine dell’intero sistema scolastico.

Non si tratta di un privilegio degli insegnanti, ma di un principio volto a garantire che la scuola statale sia effettivamente pluralista e non condizionata dalla maggioranza governativa o da indebite ingerenze esterne; la libertà di insegnamento è quindi un diritto degli insegnanti, ma anche un dovere funzionale al loro ruolo istituzionale; ma è soprattutto un principio affermato nell’interesse generale e quindi dei cittadini i quali per primi dovrebbero impegnarsi per difendere la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale nella scuola statale.

La 107 è in contrasto con tali principi e dovrebbe essere pertanto contestata a tutti i livelli sia con le azioni legali sia con l’iniziativa referendaria, ma soprattutto con l’azione di contrasto nelle scuole; azioni legali ed iniziative referendarie, senz’altro necessarie, non possono difatti sostituire una forte e concreta azione di contrasto nelle scuole.

A tal fine sarebbe auspicabile definire un piano organico di contrasto alla 107 che utilizzi le contraddizioni della legge, ma che soprattutto, affermando punto per punto la prevalenza della Costituzione, contrapponga una concreta attuazione adeguata ai principi costituzionali.

3. La valutazione meritocratica della 107: il premio alla competitività ed alla collaborazione passiva

Uno dei principi caratterizzanti della 107, come è noto, è l’introduzione della valutazione meritocratica degli insegnanti, affidata al DS, ovviamente sotto il controllo della superiore gerarchia ministeriale; per un ossequio formale al principio della libertà di insegnamento, la 107 cerca di coinvolgere, con evidente funzione di copertura, gli organi collegiali delle scuole.

E’ possibile sviluppare su questo terreno un’azione di contrasto dell’attuazione meritocratica della 107? Senza dubbio è difficile, ma si può e si deve provare.

4. Il Comitato per la valutazione del personale docente (da ora Comitato)

Il comma 129 ridefinisce la composizione del Comitato che prevede, oltre alla presidenza del DS, tre docenti, di cui due ”scelti” dal Collegio ed uno dal Consiglio d’Istituto, due rappresentanti dei genitori e studenti “scelti” dal Consiglio d’Istituto (nella scuola dell’obbligo due genitori) ed un componente esterno nominato dall’USR (un specie di fiduciario ministeriale).

5. Competenze del Comitato

Al Comitato sono attribuiti quattro diverse competenze:

a) Formula un parere per la valutazione del periodo di formazione e prova del personale docente (con una composizione però specifica; difatti è formato, oltre che dal DS che lo presiede, dai tre docenti eletti dal Collegio dei docenti e dal CdI ed è integrato dal docente tutor (v. commi da 116 a 120)

b) valuta il servizio di cui all’art. 448 T.U. n. 297/94 su richiesta degli interessati.

c) esprime il giudizio sulla richiesta di riabilitazione ex art. 501 T.U. n. 297/94 comma 129).

d) individua i criteri per la valutazione dei docenti per l’attribuzione del bonus.

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