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Diritti a scuola

COMITATO DI VALUTAZIONE: bozza di mozione, delibere già votate, opzione di minoranza, etc

a cura dei Cobas scuola Veneto

sabato 16 gennaio 2016

COMITATO DI VALUTAZIONE: bozza di mozione, delibere già votate, opzione di minoranza, etc

a cura dei Cobas scuola del Veneto

Con l’elezione del Comitato di Valutazione siamo entrati nel vivo del ’momento contrastativo’ dentro le scuole, dentro i Collegi Docenti. Dopo le schermaglie iniziali fatte di assemblee sindacali che hanno indicato e - a volte - deliberato contro il vulnus che si viene a determinare nella vita democratica ed educativa della scuola italiana, posto che la stessa libertà di insegnamento è messa in concreto pericolo per il classico piatto di lenticchie, oggi, in molte scuole siamo alla prova del nove, alla conta di chi abbassa la testa e di chi intende difendere la dignità e la professionalità del proprio lavoro.

Molto è già stato scritto attorno alla centralità del Comitato di Valutazione nell’impianto generale della legge 107 sia sotto il profilo didattico, della libertà di insegnamento e anche rispetto alla stratificazione e differenziazione - anche economica - dell’attività docente. Molti sono stati i convegni e le assemblee che hanno affrontato i vari profili che sotto stanno a questi presupposti. [vedi fascicolo Cesp e allegato qui in calce].

Ora vi proponiamo una bozza di delibera da usare nei Collegi docenti, alleghiamo anche una opzione di minoranza quale presa di distanza da scelte indigeribili assunte da CD e anche alcune - in aggiornamento - delibere di cui siamo venuti in possesso.

MOZIONE SU COMITATO DI VALUTAZIONE, FONDO PREMIALE E BONUS

Il Collegio dei docenti dell’Istituto.....................................................

CONSIDERATO CHE la Legge n. 107/2015 prevede:

- l’istituzione di un “Comitato per la valutazione dei docenti” presieduto dal dirigente scolastico e composto da tre docenti (di cui due scelti dal Collegio docenti e uno dal Consiglio di Istituto), da due rappresentanti dei genitori (da un genitore e uno studente per la scuola secondaria superiore di secondo grado) e da un componente esterno individuato dall’USR;

- che il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, assegni annualmente ai docenti “meritevoli” una quota del fondo istituito per la valorizzazione del merito i quali riceveranno un premio in denaro per il quale il governo ha stanziato complessivamente 200 milioni di euro;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

i criteri sui quali si procederà alla valutazione dei docenti devono essere individuati sulla base:

a) della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;

b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;

c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.

CONSIDERATO INFINE CHE

stante la natura di compenso accessorio che la legge stessa assegna al fondo premiale e ai relativi bonus e perciò rientranti tra le materie soggette a disciplina contrattuale (art. 45 c. 1 d.lgs 165/01 modificato da 150/09)

IL COLLEGIO DEI DOCENTI RITIENE CHE:

− tale sistema di valutazione rischia di comportare uno sterile aumento della competizione individuale tra i docenti, mentre al contrario una scuola di qualità ha bisogno di effettiva collegialità e cooperazione;

− siffatto meccanismo di valutazione può spingere i docenti ad uniformare l’attività didattica adattandola a priori ai criteri prestabiliti, sacrificando di fatto la pluralità e la libertà d’insegnamento, nonché le reali e specifiche peculiarità della singola classe e dei singoli alunni;

− il potere deliberante sull’assegnazione dei premi da parte dei dirigenti scolastici (che presiedono anche il Comitato, decidono sull’esito dell’anno di prova, scelgono i docenti a cui conferire l’incarico triennale) può determinare una forte gerarchizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica, minandone il pluralismo e la democrazia previsti dalla Costituzione.

IL COLLEGIO DEI DOCENTI DELIBERA

- di non procedere nell’elezione dei propri rappresentanti,

-  in subordine, quando comunque, si effettuasse la votazione, di indicare, come vincolo di mandato agli eventuali eletti, quale criterio generale di distribuzione del fondo, quello della remunerazione delle attività svolte dalla pluralità dei docenti per il funzionamento organizzativo e didattico e la scelta di ricondurre l’individuazione dei criteri di erogazione del fondo premiale nell’ambito della contrattazione e delle intese tra DS e RSU, indicando come criterio prioritario/principale di distribuzione dei fondi “le responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico”, conseguentemente i componenti del comitato di valutazione si uniformeranno a questa indicazione, astenendosi dal formulare criteri per l’attribuzione del bonus qualora non siano frutto di una procedura d’intesa con le RSU, limitandosi a operare per la sola valutazione del periodo di prova ai fini della conferma in ruolo dei neoassunti.

raccolta di altre mozioni approvate