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GLI ATA e la Legge 107 - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
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documentazione

GLI ATA e la Legge 107

relazione di Wilma Cancanelli al CESP di Viareggio

martedì 17 novembre 2015

Gli ATA e la 107

di Wilma Cancanelli

Nella legge della Buona Scuola del personale ATA non c’è nessuna traccia; una categoria totalmente ignorata, come se non esistesse, come se non facesse più parte del progetto educativo della scuola! in effetti la parola “ATA” non compare mai, nell’art.1 della legge, pur senza nominare la categoria, si fa un frettoloso riferimento alla stessa chiamandola genericamente “impiegati” ma le poche righe sono chiare e determinanti per il futuro di questi lavoratori.


Due sono i punti: la “scuola digitale” e la “rete delle scuole”.

La scuola digitale: (art.1 comma 56/62) può sembrare che non ci riguardi, ma questa iniziativa che svilupperà in modo importante l’informatizzazione nelle scuole , ricadrà inevitabilmente su tutto il personale ata.
E’ previsto che le scuole saranno aperte al territorio anche al di fuori dell’orario scolastico con la diretta responsabilità dei soggetti terzi ma possiamo verosimilmente immaginare che i Collaboratori Scolastici saranno coinvolti per l’estensione degli orari e la pulizia dei locali occupati; ci sarà l’ archivio digitale, la firma digitale, l’adozione DI testi didattici digitali (ebook), il registro elettronico , ancora informatica e gli Assistenti Tecnici (dove sono presenti) e gli Assistenti Amm.vi saranno coinvolti in tutto questo, basti pensare alla relazione che c’è fra il registro elettronico e il supplente (associazione supplente/classe/materia). Il 27 ottobre c’è stata la presentazione ufficiale del Piano Nazionale Scuola Digitale, è previsto lo stanziamento di un miliardo di euro per l’attuazione di quello che è stato definito dal ministro stesso “uno dei pilastri” della buona scuola .

Rete scuole: i comma 70/72, recitano che “le scuole dovranno (previa stipula di accordi) costituire unità funzionali, formate da impiegati (ecco il frettoloso accenno) e funzionari di più scuole per razionalizzare gli adempimenti amministrativi riguardanti le cessazioni dal servizio, le pensioni, le progressioni, TFR e RC”.
Le reti delle scuole avranno il compito di alleggerire il carico amministrativo che oggi grava nelle segreterie; inoltre avranno la finalità di valorizzare le risorse professionali e la gestione comune delle attività amministrative.
Tradotto, usando il vocabolario ata.., maxi-segreterie-uffici territoriali con qualche AA che farà queste pratiche per un numero di personale docente e ata del territorio!!! Ricorre più volte la parola “territorio-territoriale” e non a caso, è il primo messaggio per dirci che lavoreremo sul territorio, ma proprio nel senso stretto della parola.! E’ facile immaginare che si perderà la titolarità di sede, così come accadrà ai docenti dal prossimo anno.
Ma la legge 107 non è che l’epilogo del progetto “eliminiamo gli ATA” iniziato anni fa con la legge 59/97 (Bassanini) che, in nome della futura autonomia scolastica, prevedeva il trasferimento delle funzioni amministrative dall’amministrazione centrale e periferica alle scuole.
Quando entrò in vigore la legge dell’autonomia i provveditorati mantennero gli stessi organici nonostante il passaggio alle segretrerie delle pratiche di pensioni, RC, TFR ecc.., nelle scuole invece, iniziarono i tagli al personale cosi che fu subito chiaro che il vero significato di autonomia scolastica era PIU’ LAVORO, MENO PERSONALE, ZERO FORMAZIONE !

Cosa vorrebbero farci credere oggi ?

Che si creeranno le RETI DELLE SCUOLE perché si sono accorti soltanto dopo 15 anni che le segreterie, le scuole stanno collassando?
Si può credere che l’Amministrazione centrale abbia finalmente riconosciuto il serio, competente, puntuale e professionale lavoro di questa categoria?
Se così fosse la “Buona Scuola” avrebbe previsto l’incremento degli organici, nuove figure professionali e la valorizzazione delle stesse in modo che in tutte le scuole il prossimo anno , oltre la digitalizzazione, avremmo, dei colleghi in più !!
Come possiamo pensare che non subiremo ulteriori tagli se già la “buona legge dell’autonomia” ha operato in questo senso e abbiamo visto che la legge 107 ne è la logica conseguenza? Insomma torniamo indietro per andare avanti!
Oppure si cambia tutto per non modificare nulla!

Gli ATA e la/e finanziaria/e !

La legge 107 come le precedenti riforme della scuola, non ha dedicato molto spazio agli ATA, chi invece si è sempre occupato e continua ad occuparsi degli ATA è la legge di stabilità,.
A partire dal 2007 nella legge di stabilità non hanno mai trascurato questa categoria, basti pensare che nel 2007 gli ATA erano circa 252.000 e oggi sono 205.000, sono 50.000 posti di lavoro scomparsi !!
Il prossimo anno scolastico a questo numero saranno sottratti circa 2020 posti congelati quest’anno, in attesa del ricollocamento degli esuberi delle province metropolitane il cui transito è previsto per il 1° luglio 2016; anche questo atto è l’ennesimo attacco alla professionalità non riconosciuta, ma obbligatoriamente acquisita, come per significare che il lavoro degli AA lo possono fare, o meglio, improvvisare, tutti e non è necessario avere competenze specifiche!
La storia si ripete, così come accadde nel 2012 con il tentativo del passaggio obbligatorio dei docenti inidonei nei ruoli ata e che solo la lotta degli stessi a fianco dei precari ata ha permesso agli uni di restare nelle proprie scuole e nel proprio ruolo docente e agli altri di ri-avere il proprio posto di lavoro sbloccando le immissioni in ruolo in corso d’anno.
Sono anni che le finanziarie infieriscono sulla scuola e in particolare sul personale ATA, il governo fa cassa con gli ata!
Ma non basta, con la legge di stabilità 2015 il Governo ha dato il meglio introducendo il divieto di sostituzione totale per gli AT, quasi totale per gli AA e dopo una settimana di assenza per i CS (sono stati più clementi con i docenti..).
Tagliando le supplenze dei docenti e degli ATA la finanziaria ha trovato i fondi per la formazione dei docenti (500 euro), mentre per gli ata la formazione non è necessaria visto che spariranno ! però “gli impiegati” della “Buona Scuola” saranno coinvolti a loro insaputa nella scuola digitalizzata !
Considerato che da molti anni sono le leggi di stabilità che di fatto definiscono gli organici delle scuole , sarebbe stato utile uno stanziamento finalizzato all’aumento in organico di tutti i profili (AA-CS-AT) con particolare attenzione alle scuole inferiori e I.C. dove non esiste la figura dell’ AT oramai indispensabile per il funzionamento dei tanti laboratori e apparecchiature informatiche, invece, di fatto, il lavoro degli AT viene esternalizzato stipulando i contratti di assistenza con le ditte private!
E’ assurdo : nella scuola dell’autonomia, nella “buona scuola di Renzi” si creano le condizioni per nuovi e stabili posti di lavoro e si fa di tutto tranne che assumere i precari che lavorano nelle scuole da anni e che fino ad oggi hanno contribuito con la loro professionalità acquisita sul campo al funzionamento delle stesse ; sarebbe il primo passo verso la “vera buona scuola”!
E dire che la legge parla di EFFICIENZA dei servizi ! ma qualcuno dovrà spiegarci come si conciliano efficienza e tagli al personale!!!

CONSIDERAZIONI

Se lo scenario che si prospetta è preoccupante , il presente non è dei più tranquillizzanti.
Gli Assistenti Amm.vi devono confrontarsi quotidianamente con quelle che si possono definire “molestie burocratiche” cioè la conoscenza e l’applicazione di tutte le norme, le leggi , le disposizioni oramai indispensabili per svolgere il normale lavoro quotidiano, ma che lo rallentano in modo “fastidioso”.
Quanta attenzione deve fare un AA prima di effettuare la convalida dei punteggi (D.M.65/2011;– L.183/2011), quante norme deve conoscere prima di fare le convocazioni (occupato, per n. ore, occupato ma si convoca ugualmente , ecc.) quante volte si devono inserire dati già in possesso dell’amministrazione.
Nonostante l’Amministrazione negli anni non abbia provveduto alla formazione del personale , gli AA si trovano ad affrontare pratiche delicate, personali (vedi legge 104, invalidità, ecc.) e troppo spesso non hanno il supporto dei veri responsabili degli atti amministrativi : i Dirigenti Scolastici.
Per i Collaboratori Scolastici è ancor peggio se pensiamo che il primo dei loro doveri è la sorveglianza, come potranno continuare a vigilare sugli alunni ad accogliere le famiglie, a collaborare con i docenti, a rispondere alle esigenze dei più piccoli, a supportare gli alunni disabili, a curare gli spazi a loro affidati. Chi resterà a provvedere a questo elenco di mansioni , solo parziale, se sono sempre di meno perché negli anni è stata la categoria più tagliata!
E’ possibile che chi disegna la “buona scuola” non sappia che la prima figura che si incontra nelle scuole è il CS e che senza la loro presenza le scuole sono abbandonate a se stesse !

CONCLUSIONI

La legge 107 ha un unico articolo, 1, con 212 commi.

Nel primo comma si delineano i grandi obiettivi della riforma (la legge dà piena attuazione all’autonomia, art.21 della 59/97..).
Nel secondo si indirizzano le scuole alla realizzazione della stessa usando termini come: flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio, introduzione di tecnologie innovative e altro ancora..

La domanda è d’obbligo: se l’organizzazione delle scuole sarà come recita il comma due (flessibilità, efficacia, efficienza..) è possibile che ciò avvenga solo con i Ds e i docenti?

Noi siamo convinti che tutto il personale ata, abbia un ruolo importante, non secondario o inutile come vogliono farci credere ignorandoci.
La nostra presenza, il nostro protagonismo lo dimostrerà e nonostante l’accanimento terapeutico da parte di chi ci governa per renderci invisibili, noi CI SIAMO, siamo in tanti e faremo sentire la nostra voce anche ai più sordi.