ࡱ> UWTb +jbjb*\mm %XXXXXXXj j j j ~  ,RX XX  ZX X l4"XXXX XX j 0XConsiderazioni sulla ripresa delliniziativa da parte dei precari della scuola Parto da quello che per molti pu risultare un paradosso: non hanno alcuna intenzione di espellere i precari dalla scuola, anzi ne avranno bisogno ancora e in alcune regioni in numero maggiore dellanno scorso. Infatti credo non sia in ballo la trasformazione dei precari in disoccupati, ma anzi una maggiore precarizzazione della vita, del lavoro e del servizio scolastico in generale. Naturalmente questo vale in generale; se poi disaggreghiamo i precari per classi di concorso e geograficamente Nord/Sud la cosa si diversifica. In Campania, in Sicilia la situazione occupazionale per i docenti e ata a tempo determinato sar molto pesante. Insomma stiamo rischiando che lAmministrazione (qui non distinguo governi di centrosinistra o di centrodestra, mi sembra che lesperienza di tutti indichi una linea comune a parte la capacit del centrosinistra di usare un po pi di vasellina -) riesca, in cinque anni, a ridurre gli organici del comparto scuola di circa 200.000 unit, senza significativi conflitti sociali e senza la necessit di usare grossi ammortizzatori sociali. Infatti useranno i consistenti pensionamenti per ammortizzare le contraddizioni. Anche la differenza di 18.000 posti (perlopi al Sud) per il prossimo anno tra tagli previsti e numero dei pensionati hanno la possibilit di ammortizzarla. Si tratta di 18.000 supplenti che lanno scorso avevano avuto la supplenza annuale o fino al termine e che il prossimo anno non ce lavranno, ma che di sicuro saranno in posizione utile per le chiamate dei presidi per supplenze pi o meno lunghe o per spezzoni (certo con un peggioramento delle condizioni in termini di reddito e di vita ed una maggiore precariet). Da questo punto di vista risulta proprio una cazzata lipotesi della Gelmini di introdurre una sorta di indennit (con accordi con INPS) per coloro che avevano avuto la supplenza annuale o fino al 30 giugno lanno scorso e il prossimo anno non lavranno: costoro quando saranno chiamati con le graduatorie distituto cosa faranno? Interromperanno il sussidio? Lo riavranno se si tratter di una supplenza pi breve e scadr ancora il contratto? Secondo me poi anche le intese regionali per dare qualche migliaio di incarichi (per lo pi per il sostegno), pagati con fondi regionali od europei - il caso sperimentato gi lanno scorso in Campania (precari di sostegno, tagliati da Fioroni, sono stati in parte riassunti e pagati con fondi regionali) -, sono pericolose. Si allude alla regionalizzazione dellistruzione, applicando il principio di sussidiariet: lo Stato garantisce solo i livelli essenziali delle prestazioni, poi se la Regione ha i fondi si garantisce quello che per molti non essenziale e per molti lintegrazione dei diversamente abili o degli stranieri, oppure il tempo pieno o lungo alla scuola primaria, non lo . Cosa fare allora per battersi in modo efficace contro la precariet che dilagher ancora di pi nella scuola? Credo che si tratti di continuare a battersi contri i tagli, provando a generare il massimo di conflittualit. I precari sono il soggetto pi debole e non cos semplice convincerlo a praticare una lotta seria. Permane ormai da tempo una logica, tutta subordinata e subalterna, della richiesta al mondo sindacale, al mondo politico, di appoggiare le richieste precarie, ma si stenta a trovare autonomia, autorganizzazione, azione diretta. Prevale sempre lideologia che bisogna mettere tutti assieme lunit sindacale tutto il fronte dellopposizione che ti deve appoggiare una sorta di rimozione del fatto che le politiche scolastiche sono sempre le stesse (simpatico Fioroni che invita Gelmini a ricorrere contro la sentenza del Tar sui docenti di religione fuori dagli scrutini), rinviando sempre una lotta decisa, creativa ed efficace. Certo, quanto detto per i precari vale anche per il personale di ruolo, non che i lavoratori della scuola abbiano espresso chiss che livelli di conflittualit contro il pi grande processo di riduzione occupazionale e del servizio mai avvenuto in nessun altro comparto. Credo per che dobbiamo essere ottimisti. Con la ripresa delle lezioni ci si accorger dei provvedimenti in attuazione dellart. 64 della legge 133. I genitori proveranno con mano la riduzione del tempo scuola in molte situazioni, troveremo aule pi affollate, al limite della normativa sulla sicurezza, proveranno ad appiopparci cattedre extra-large oltre le 18 ore, proveranno ad offrire a straordinario spezzoni rubandoli ai precari, molti di ruolo sono diventati soprannumerari per i tagli ed ora sono in utilizzo in pi scuole in situazioni disagiate, precari rimarranno fuori dalle nomine annuali Poi ci sono molti intoppi nelliter dei vari Regolamenti attuativi, la Conferenza Stato-Regioni (che lunico ambito istituzionale ad avere peso nei pareri) ha alzato la voce sia sulla rete scolastica, che sui Regolamenti delle superiori; pare che non riusciranno ad attuare i nuovi ordinamenti delle superiori dal 2010-11 la legge Aprea nelle secche insomma penso ci siano ancora spazi. I precari potrebbero dare il l alla ripresa della conflittualit nella scuola e nella societ sulla questione dellistruzione. Si potrebbe garantire intanto la presenza alle convocazioni presso le scuole polo per la stipula dei contratti annuali e fino al 30 giugno. E lunico momento in cui possiamo vedere tutti i precari. Si potrebbe dare un volantino che indica una assemblea in ogni provincia, potrebbero andare bene quelli che stanno circolando nelle varie mailing-list e blog, anche se mi sembrano un po piagnoni poveri noi che saremo disoccupati Le assemblea provinciali (meglio che regionali, per fare iniziative il pi possibile diffuse) potranno essere un primo momento di verifica della disponibilit alla lotta, Volantinando per tutte le convocazioni di fine agosto, dando indicazioni nel volantino anche per i collegi di inizio danno (rifiuto straordinario, denuncia aule fuori norma, etc.) si potrebbe dare indicazione per lassemblea intorno al 10 settembre (prima quindi dellinizio delle lezioni). Circolano proposte sullutilizzare le convocazioni per denunce di vario tipo, una sorta di rallentamento delle procedure delle nomine e via dicendo credo che se ci fosse un vero movimento e forte lipotesi di bloccare le nomine non sarebbe certo peregrina, ma stante i rapporti di forza credo che un eventuale rallentamento potrebbe solo ritorcersi contro di noi. Secondo me dobbiamo usare le convocazioni per trovare il massimo di comunicazione con i precari, invitandoli, soprattutto quelli rimasti fuori e quindi presumibilmente incazzati e preoccupati, alla assemblea provinciale. Le assemblee dovrebbero spiegare la pesante situazione, dare indicazioni su un minimo di conflittualit interna alle scuole che i precari assunti dovrebbero manifestare appunto scuola per scuola e, soprattutto, dare indicazioni serie ai precari rimasti fuori dalle nomine provinciali e quindi verificare chi disponibile a mobilitarsi i primi giorni di lezione (che per loro saranno i primi giorni da disoccupati, anche se ovviamente molti saranno ripescati dalle nomine dei presidi pi avanti). Potrebbe essere ad esempio (cose gi praticate da passati movimenti precari) che coloro che non sono stati assunti, la prima settimana di scuola, prendano una grossa scuola al giorno e facciano un picchetto davanti per una decina di minuti, tenendo fuori studenti e docenti, ritardando lingresso megafonando e volantinando. Potrebbe essere la tenda od il gazebo davanti agli USP o agli Uffici scolastici regionali. Potrebbe essere che i docenti e ATA (non dimentichiamo gli ATA che sopporteranno tagli pesantissimi) rimasti disoccupati si arrampichino su qualche gru, o tetto, o qualsivoglia lastrico solare, meglio se di qualche scuola od ufficio scolastico. I gruisti della INNSE di Lambrate hanno fatto scuola, li stanno riprendendo tutti, persino le guardie notturne romane in cima al Colosseo (quanti Colossei, moli Antoleniane, Santi, Basiliche di San Marco o Duomi abbiamo in Italia?). E non si tratta certo di azioni individuali ed esasperate: si tratta di azioni collettive di lotta, dove alcuni fanno la cosa eclatante ed altri sotto appoggiano, comunicano, sostengono. Io non escluderei anche qualche chiesa o cappella. La CEI ha alzato subito la voce sulla sentenza del Tar del Lazio un gruppo di precari della scuola rimasti disoccupati che si piazzano sul sagrato di qualche duomo o dentro qualche chiesa non sarebbe male (dai sans papier ai senzasupplenza ) vediamo se il Papa si schiera contro la disoccupazione e la precariet cos possiamo anche affrontare con seriet la disparit di trattamento con i docenti di religione altro che la cazzata del diritto di voto agli scrutini. Queste sono solo delle prime indicazioni, credo che la creativit dei colleghi sapr trovare dellaltro. Importante secondo me usare anche il Coordinamento Nazionale che si creato con il sit-in del 15 luglio finalmente per coordinare iniziative di lotta e non solo questue e richieste a partiti e sindacati che ti dovrebbero appoggiare vediamo concretamente chi ci appogger in queste forme di lotta. 16.08.2009 Stefano Micheletti Rete organizzata Docenti e ATA precari del Veneto NPQS()   noVWjl^_vpqFGmn ""##[$\$S%U%@&A&&&)))))hY3 hY3 6B*aJphhY3 hY3 B*aJph!hY3 hY3 B*OJQJaJphhY3 hY3 5B*aJphMOPRS)  oWkl_qgdY3  +Gn "#\$T%U%A&&)))))********+ +gdY3 ))********++ +hY3 hY3 hY3 B*aJph!hY3 hY3 B*OJQJaJph (. A!n"n#$n% :@: NormaleCJmHsHtHVA@V Carattere predefinito paragrafo`i@` Tabella normale :V 4 l4a _H4k@4 Nessun elenco %\!"& "& "&WU %OPRS) o Wkl_qGn\TUA #####$$$$$$$$% %0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ00ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀ0ˀOPRS) o $$$% %8` 08` 08` 08` 08` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 0:` 08` 08` 0^ 8`) +)- +*, ++8?QX$ 5 b o - 3 #(HLJVqy g!j!" 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